
Il clamore mediatico suscitato dal film «Buen Camino» di Checco Zalone, capace di riportare il tema del cammino e del pellegrinaggio nel dibattito popolare con leggerezza e ironia, ha avuto un effetto immediato anche sul turismo lento. In tutta Italia si moltiplicano offerte, proposte e pacchetti dedicati a chi sente il bisogno di mettersi in cammino. E la Sardegna, con la sua rete di Cammini e Destinazioni di Pellegrinaggio, si ritrova oggi al centro di una riflessione che va ben oltre la semplice vacanza.
Camminare non è solo spostarsi da un punto all’altro. È una necessità profonda dell’animo umano, un gesto antico che risponde al desiderio di scoprirsi, di misurarsi con il tempo, con la fatica, con il silenzio. Si cammina per ripartire da sé stessi, per ritrovare quella spiritualità che abbiamo perso nella velocità della vita moderna, per darci il diritto ad una reale disconnessione che non ci permettiamo in altri momenti, per porci una sfida, per devozione.
La devozione spinge a porsi in cammino lungo le vie religiose da sempre. Pellegrini e non vagabondi. i pellegrini hanno una meta, uno scopo nel loro peregrinare, che spesso si amplia, si evolve e si fa nitido passo dopo passo e mentre la meta si avvicina, il pellegrino stesso matura durante la strada. Nessuno è più lo stesso al ritorno da un pellegrinaggio. Nei cammini si intrecciano spiritualità e introspezione, incontro e solitudine, paesaggio e memoria, bisogni che trovano nell’isola uno spazio privilegiato per essere vissuti.
La Sardegna offre otto Cammini e otto Destinazioni di Pellegrinaggio riconosciute, un patrimonio diffuso che attraversa territori interni, piccoli borghi, aree rurali e costiere, permettendo di conoscere l’isola lontano dal binomio mare-spiaggia. Un’opportunità strategica anche dal punto di vista turistico, perché consente di proporre la Sardegna sui mercati internazionali come meta autentica, da vivere tutto l’anno, con ritmi lenti e sostenibili.
La Fondazione Destinazioni di Pellegrinaggio, impegnata nel coordinamento e nella promozione delle otto destinazioni isolane racconta l’effetto Buen Camino che ha acceso i riflettori sui pellegrinaggi nell’isola. «Al numero della Fondazione abbiamo ricevuto diverse chiamate per ricevere informazioni all’indomani dell’arrivo della pellicola al cinema e dopo la conferenza di presentazione del Cammino dei Beati, ma non c’è stata continuità», spiegano dalla Fondazione Destinazioni di Pellegrinaggio. Un segnale di interesse che però evidenzia quanto il lavoro di promozione debba essere continuo e strutturato.
Il tema della visibilità è centrale. “Al momento attuale ci sono 8 cammini in Sardegna e 8 Destinazioni. Ma la maggiore notorietà di uno piuttosto che di un altro dipende dal lavoro assiduo di promozione e comunicazione che gli enti o associazioni di riferimento portano avanti”, spiegano dalla Fondazione. “Al momento sicuramente il più noto è il Cammino Minerario Santa Barbara che gode di una struttura operativa efficiente. Poi sicuramente quello delle 100 Torri e a seguire gli altri”.
Il Cammino dei Beati, protagonista di recente attenzione, è un progetto giovane: “Ha appena 2 anni, 90 chilometri in 5 tappe. L’itinerario conduce dal borgo di Galtellì, lungo le sponde del Cedrino fino al cuore del Supramonte. Mare, fiume e montagna che necessità oggi di segnaletica, promozione e risorse”.
Intanto, anche sull’onda lunga del successo di Buen Camino, l’attenzione cresce. A marzo la Fondazione sarà a Milano per “Fa’ la cosa giusta”, la principale fiera italiana dedicata agli stili di vita sostenibili: “Un palcoscenico ideale per promuovere e proporre il nostro cammino e le destinazioni. In quell’occasione vorremmo lanciare un evento dedicato al Cammino dei Beati per percorrerlo in primavera e capire quanto interesse suscita nel pubblico. Stiamo lavorando in contatto con l’assessorato regionale al Turismo per costruire una proposta adeguata e accattivante”.
Il cammino, oggi più che mai, si conferma come esperienza culturale, spirituale e turistica insieme. E la Sardegna, con i suoi silenzi, le sue pietre antiche e i suoi paesaggi senza tempo, sembra avere tutti i requisiti necessari per diventare una meta di riferimento per chi cerca non solo una destinazione, ma un percorso.
di Erika Pirina
Articolo pubblicato su Kalaritana Avvenire di domenica 1 febbraio (link)
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