SANITÀ

Liste d’attesa, il programma regionale fatica a decollare A dicembre l’annuncio del programma per la riduzione dei tempi per gli esami al Brotzu e alla Asl di Cagliari. Ma non tutto sembra aver funzionato per il meglio

(foto www.unionesarda)

La metà dei pazienti contattati non ha risposto alle chiamate e, tra chi lo ha fatto, fino al 78% ha rifiutato il ricollocamento della visita. Il bilancio del programma regionale per ridurre le liste d’attesa, lanciato a dicembre, sembra dunque modesto.

Al Brotzu, il piano prevedeva esami anche nei fine settimana e nei festivi. L’azienda sottolinea che «i dati diventano significativi solo su un periodo non inferiore a tre mesi». Durante le prime quattro settimane, terminate a dicembre, sono state coinvolte sia le specialità chirurgiche sia quelle ambulatoriali. Nella lista di Ematologia, su 700 pazienti iniziali ne sono stati contattati 190: solo 64 hanno accettato di anticipare la visita. La metà dei restanti non ha risposto, l’altra metà ha preferito mantenere l’appuntamento originario. Secondo l’Arnas, «molte liste non corrispondono a un bisogno immediato e richiedono bonifica e aggiornamento».

Alla Asl di Cagliari, il programma ha portato a «un significativo aumento dell’occupazione delle agende», molte delle quali al 100%. Il call center, che gestisce in media 500 telefonate al giorno (contro le 450 previste), evidenzia che oltre il 42% dei pazienti è irraggiungibile. Tra chi risponde, il 78% rifiuta il ricollocamento, il 22% lo accetta. In caso di mancata risposta al primo contatto, il 50% dei pazienti si attiva autonomamente, consentendo un riposizionamento nel 23% dei casi. In totale, quasi 1.900 utenti sono stati ricollocati, a fronte di 2.200 ore assegnate, con un chiaro aumento del carico di lavoro.


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