L'intervista

Medicina territoriale, Mascia (Cimo): «Serve anche il sostegno dei comuni» L'intervento, ai microfoni di Radio Kalaritana, del dottore e segretario regionale del Cimo

Sono 495 le sedi di medicina territoriale vacanti. Un numero ufficializzato dalla Regione che ha pubblicato sul proprio bollettino ufficiale le sedi vacanti per i medici di base. La mancanza di medici di base si conferma ancora una volta come uno dei principali nodi per l’isola. E probabilmente anche il più urgente da risolvere per offrire ai cittadini il giusto trattamento, ma anche per permettere ai pronto soccorso di far diminuire una pressione che negli ultimi anni è diventata sempre più elevata.

«Quella arrivata è una buona notizia – ha affermato ai microfoni di Radio Kalaritana il segretario regionale del Cimo, dottor Luigi Mascia – Finalmente si cerca di trovare una soluzione a una situazione che vede moltissime zone che sono prive di un supporto fondamentale come quello del medico di base. Ho paura però – ha sottolineato – che non ci sia la disponibilità di tanti medici, ma soprattutto bisognerebbe affrontare uno dei maggiori problemi, quello che in moltissimi dei paesi coinvolti non c’è un numero di pazienti sufficiente per avere il massimale. Senza il massimale, non c’è la convenienza economica per partecipare al bando. Dovrebbero partecipare a questo sforzo anche i comuni – ha precisato Mascia – offrendo gratuitamente degli spazi per il medico di famiglia che se si dovrà prendere cura di tre o quattro paesi non si potrà permettere di affittare altrettanti ambulatori».

Lo sforzo, quindi, dovrà essere comune. Anche perché a giovarne potrebbero essere tutti, a partire dai pazienti che si trovano davanti a lunghissime liste d’attesa o a tempi dilatati in pronto soccorso nella loro quotidianità.

«Le liste d’attesa sono legate alla carenza della medicina di base – ha affermato il segretario del Cimo – Non trovando altre risposte sul territorio, il paziente si rivolge ai pronto soccorso o direttamente agli ospedali, creando liste che probabilmente non ci sarebbero se ci fosse la copertura dei medici territoriali. Il medico di famiglia rappresenta ancora il primo presidio per il paziente ed è in grado di risolvere i problemi meno complessi che i pazienti possono avere. L’età media elevata della nostra isola comporta che ai medici si rivolgano soprattutto anziani e pazienti cronici: con la copertura territoriale, questa tipologia di pazienti sarebbero presi in carico dai medici di base, che sarebbero già a conoscenza dei problemi, e questo risparmierebbe ospedali e pronto soccorso dall’ondata di codici bianchi e verdi che spesso si osservano».


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