Papa Leone XIV: comunicare custodendo volti e voci Nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali l’invito a una comunicazione autenticamente umana, capace di responsabilità e relazione nell’era digitale

Papa Leone XIV durante una delle ultime udienze

Nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, Papa Leone XIV richiama il valore profondamente umano della comunicazione, invitando a non ridurla a un semplice scambio di contenuti o a un processo tecnico. Al centro del suo intervento pone il volto e la voce, segni concreti dell’identità e della dignità della persona, che ogni forma di comunicazione è chiamata a rispettare e custodire.

In un tempo segnato dalla diffusione dell’intelligenza artificiale e dall’uso sempre più pervasivo delle tecnologie digitali, il Pontefice mette in guardia dal rischio di una comunicazione disincarnata, capace di generare parole, immagini e suoni senza relazione reale. La vera sfida, sottolinea, non è soltanto tecnologica ma antropologica: evitare che l’uomo rinunci al pensiero critico, alla responsabilità e alla creatività, lasciandosi guidare passivamente da meccanismi automatici.

Papa Leone XIV invita dunque a un uso consapevole degli strumenti digitali, affinché restino al servizio della persona e non ne oscurino l’umanità. Comunicare significa entrare in relazione, ascoltare, assumersi la responsabilità delle parole che si pronunciano e dei contenuti che si diffondono. In questo senso, la comunicazione diventa spazio di incontro e di costruzione del bene comune.

Il Messaggio si rivolge in modo particolare ai professionisti dei media, ma interpella l’intera comunità cristiana e civile: custodire volti e voci significa custodire la qualità delle relazioni e la possibilità stessa di un dialogo autentico, in un mondo spesso segnato da superficialità, polarizzazioni e disinformazione.


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