
Il rione Guventu di Villasor si trasforma domenica nel cuore pulsante della tradizione e della fede sarda con il Presepe Vivente Itinerante. Un percorso esperienziale immersivo per i visitatori portati a rivivere la magia del Natale di duemila anni fa.
«A partire dalle 16 – ha raccontato ai microfoni di Radio Kalaritana Marcello Abis – il percorso attraverserà buona parte del paese. Abbiamo oltre 100 figuranti e 30 scene allestite: è un impegno importante che nasce dalla sinergia di molte realtà del territorio.
Quali realtà hanno collaborato all’organizzazione?
Il comitato di quartiere di Gunventu, la Via dell’Arte, l’amministrazione comunale, la parrocchia e la Consulta delle Donne. Anni fa si svolgeva a Villa Sor, poi c’è stata una pausa, ma oggi la collaborazione tra queste realtà, insieme al sostegno del nuovo parroco Don Giuseppe Urru, ha permesso di riprendere l’iniziativa con rinnovato entusiasmo.
Ci sono figuranti anche da altri comuni?
Sì, non sono solo persone di Villasor: partecipano associazioni di Serramanna, Ussana, Quartu Sant’Elena e Cagliari. Questo ci ha dato un respiro maggiore e ha permesso di unire sensibilità diverse, arricchendo il presepe vivente.
Quali sono gli elementi che rendono speciale questa rappresentazione?
Ci sono due aspetti che colpiscono: innanzitutto i costumi, che riproducono fedelmente l’abbigliamento del popolo ebraico di duemila anni fa. Poi abbiamo voluto inserire elementi della tradizione contadina di Villasor e della Sardegna, perché se Gesù nascesse oggi nel nostro territorio troverebbe anche questi oggetti e queste attrezzature.
Come è organizzato il lavoro per allestire l’evento?
L’organizzazione parte subito dopo l’estate, con la ricerca dei figuranti, il coinvolgimento delle associazioni locali e di altri paesi. È un impegno importante, ma dà grande soddisfazione. Quest’anno vogliamo che sia la prima di molte edizioni annuali, grazie a una collaborazione stretta tra comitato di quartiere, parrocchia, Consulta e amministrazione comunale. Un’occasione per vivere la tradizione e condividere un momento di comunità.
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