La decisione

Pronto soccorso sotto pressione, al via il piano anti-sovraffollamento Decreto urgente dell'assessoraTodde: coordinamento regionale, più posti letto e dimissioni accelerate per alleggerire l’emergenza

L’ingresso di un pronto soccorso

La Regione prova a correre ai ripari per affrontare l’emergenza nei pronto soccorso della Sardegna, messi sotto pressione dall’aumento dei casi influenzali e delle complicanze respiratorie. Con un decreto firmato dalla presidente Alessandra Todde, nella sua veste di assessora regionale alla Sanità, viene istituito il coordinamento regionale incaricato di redigere il piano per la gestione del sovraffollamento e dei flussi di ricovero. Un provvedimento definito «urgente», che punta a individuare strategie capaci di rispondere alle criticità persistenti che gravano sui servizi di emergenza e sui reparti di degenza.

Il documento parte da una constatazione chiara: la permanenza prolungata in ospedale di pazienti clinicamente dimissibili, per motivi non sanitari, contribuisce in modo significativo alla saturazione dei posti letto. Da qui la necessità di interventi organizzativi mirati a rendere più rapide le dimissioni e a migliorare la gestione dei flussi.

Il piano sarà elaborato dal direttore generale della Sanità, o da un suo delegato, insieme ai direttori dei pronto soccorso del Brotzu e dell’Aou di Sassari, al management di Ares e alla referente per le tematiche socio-sanitarie territoriali. È prevista l’istituzione di unità di crisi aziendali, coordinate dalle direzioni sanitarie, con il coinvolgimento dei bed manager e di professionisti dei pronto soccorso. A livello territoriale saranno chiamati in causa anche i medici di medicina generale e i pediatri.

Tra le misure previste figurano la nomina, in ogni Asl, di un responsabile per la gestione dei flussi, il rafforzamento temporaneo del personale dei pronto soccorso, l’attivazione di aree di degenza temporanea e l’apertura, in caso di necessità, di posti letto aggiuntivi fino al 10% per reparto. Le dimissioni dovranno essere programmate entro le 15 del giorno precedente. Il decreto contempla inoltre il possibile ricorso a strutture private accreditate per decongestionare pronto soccorso e reparti. Ora il piano è sulla carta: la verifica arriverà con l’attuazione, presidio per presidio.


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