
«Prima i bambini!» Lo slogan della Giornata per la vita di quest’anno, è un vero principio etico, che coglie un valore fondamentale e ispira, guida, impone una più ampia gamma di azioni buone, che tendino a salvaguardare e realizzare quel valore. È un punto di partenza da cui non si può prescindere, perché più evidente, basilare, universale, forte.
Se la vita non è apprezzata, protetta e favorita quando è incipiente, fragile e prorompente insieme, gravida di ogni ulteriore bene, ben più difficilmente lo sarà quando la sua parabola comincia a discendere, quando bellezza, forza e salute diminuiscono. «Quando i bambini non sono amati, con loro – dicono i Vescovi nel loro messaggio – vengono scartati anche gli elementi più deboli della comunità, cioè potenzialmente tutti, nel momento in cui si manifestano anche nei soggetti “forti” fragilità o debolezze». Non mi sembra improprio richiamare qui l’amara considerazione di Gesù mentre sale il Calvario: «se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?» (Lc 23,31).
L’articolo completo del professore Stefano Mele sul numero di Kalaritana Avvenire in edicola domani
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