IL PUNTO

Pula e Baunei, litorali fragili da preservare Dopo il ciclone Harry, comunità, istituzioni e cittadini si confrontano con danni, rischi e la responsabilità condivisa di proteggere il territorio

(foto castedduonline.it)

Di fronte a un clima che cambia e a eventi estremi sempre più frequenti, la Sardegna interroga se stessa sulla fragilità delle proprie coste e sulla responsabilità collettiva di custodirle. Dopo il passaggio del ciclone Harry, le ferite lungo il litorale sono evidenti e toccano non solo l’economia turistica, ma anche il patrimonio storico, ambientale e umano delle comunità locali. È una prova che chiama in causa istituzioni, cittadini e visitatori, in un’alleanza necessaria tra tutela del creato e sviluppo dei territori. A Pula la preoccupazione è palpabile. I danni provocati dalle mareggiate hanno colpito infrastrutture pubbliche e private, mettendo a rischio l’avvio della stagione estiva. Il sindaco Walter Cabasino descrive un quadro complesso, fatto di urgenze concrete e di attese legate agli interventi promessi: «Abbiamo avuto dei grossissimi danni e siamo veramente preoccupati per l’inizio della stagione turistica». Tra le criticità più gravi figurano gli scavi archeologici di Nora, oggi accessibili solo a piedi, e tratti di litoranea interdetti per ragioni di sicurezza. «Attendiamo con ansia i ristori – aggiunge – ma soprattutto la semplificazione delle procedure autorizzative, perché al danno non si aggiunga altro danno». Cabasino riconosce però anche segnali di vicinanza istituzionale che alimentano una speranza prudente: «Abbiamo sentito vicino le istituzioni, la macchina amministrativa si è messa in moto e questo ci fa ben sperare». Una fiducia che nasce dalla collaborazione, pur nella consapevolezza che le risorse disponibili potrebbero non essere sufficienti a coprire perdite così ingenti. Più a est, sulla costa ogliastrina, Baunei vive la stessa tensione tra bellezza e fragilità. Qui il territorio, celebre per le sue cale e i suoi sentieri, è affidato a un equilibrio delicato. Il sindaco Stefano Monni invita a non cedere al catastrofismo, ma neppure a sottovalutare i rischi: «La preoccupazione c’è tutta e la stiamo trasformando in attività costanti di monitoraggio, per tutelare la pubblica incolumità». La natura, ricorda, ha i suoi tempi e talvolta «deve fare il suo corso», come nel caso di Cala Luna, ma il compito delle amministrazioni è presidiare, prevenire e intervenire. In questa fatica quotidiana emerge un valore profondamente comunitario. Monni ringrazia chi opera in prima linea: «Vigili del fuoco, protezione civile, corpo forestale, vigili urbani e uffici tecnici: senza il loro impegno non potremmo garantire la sicurezza delle persone». È un richiamo che parla anche ai lettori: prendersi cura del territorio significa riconoscerlo come dono, fragile e prezioso, da consegnare integro alle generazioni future. Una responsabilità che, oggi più che mai, chiede ascolto, sobrietà e collaborazione

di Andrea Pala

pubblicato su Kalaritana Avvenire


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