
Da diversi anni, nel periodo quaresimale, la parrocchia di Sant’Antonio di Padova di Quartu propone alcune serate di riflessione dedicate a temi diversi. È un modo per accompagnare la comunità in questo tempo forte dell’anno liturgico, attraverso momenti di preghiera e meditazione.
«Quest’anno – dice padre Stefano Cogoni, che guida la comunità quartese – ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco e abbiamo voluto dare risalto a questa ricorrenza. Per tutto il mese di Quaresima, ogni venerdì sera, abbiamo invitato diversi confratelli che stanno guidando delle meditazioni proprio sull’esperienza e sulla spiritualità di San Francesco».
Una giornata dal significato speciale per la parrocchia.
«Sì, la quarta domenica di Quaresima è tradizionalmente dedicata alla solidarietà. Per questa occasione abbiamo invitato padre Salvatore Morittu, per una meditazione sul tema “Dalla ferita alla rinascita”. Inoltre sono presenti i volontari di Mondo X Sardegna, che espongono i manufatti e i prodotti realizzati nelle loro comunità».
Un modo per unire riflessione e gesti concreti.
«Esattamente. Mondo X accoglie ragazzi che vivono situazioni di disagio e dipendenza. Si tratta di realtà che hanno bisogno di sostegno sotto molti punti di vista: umano, spirituale ma anche materiale. I parrocchiani hanno accolto con entusiasmo la possibilità di contribuire e sostenere questa iniziativa».
Le giornate si inseriscono anche nell’appello della Chiesa alla preghiera per la pace.
«Sì, celebreremo un momento di adorazione eucaristica per pregare per la pace. Credo che la pace passi necessariamente attraverso la giustizia, intesa come equità: non qualcuno di più e qualcuno di meno, ma la capacità di condividere secondo lo stile francescano della solidarietà e della prossimità».
Quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco. Che significato ha per voi?
«È certamente una festa, ma anche una responsabilità. Noi siamo eredi di un grande patrimonio spirituale. Francesco voleva che i suoi frati fossero chiamati “minori”, cioè vicini al popolo e soprattutto agli ultimi. Questo anniversario è un’occasione preziosa per riscoprire il dono della sua vita e cercare, per quanto possibile, di essere testimoni del suo messaggio».
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