
Appare ormai certo che le date del referendum sulla Giustizia resteranno quelle del 22 e del 23 marzo. Dopo l’ammissione da parte della Cassazione di un nuovo quesito, che era stato presentato dai promotori del “no”, il Governo, con l’ultimo Consiglio dei Ministri tenutosi nella giornata di sabato 7 febbraio, ha rivisto il quesito che verrà sottoposto ai votanti per evitare un cambio di data.
I promotori del no puntavano a dilatare i tempi della campagna referendaria, contrastando l’interpretazione del Governo della legge sui referendum del 1970 che, dal punto di vista dei promotori del no, puntava invece ad accelerare i tempi per non permettere un’informazione più approfondita sul tema. La scelta del Governo di adeguare il testo del quesito a quello ammesso dalla Cassazione e la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul decreto del Consiglio dei Ministri dovrebbe evitare uno slittamento. Con un dibattito che appare però destinato ad accendersi ulteriormente.
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