RAPPORTO

Report Cna, inflazione in calo ma famiglie sarde più fragili Tra il 2020 e '24 reddito reale medio dei lavoratori dipendenti ridotto del 5,4%

(Foto Ansa sardegna)

Il dato di dicembre, fonte Istat, conferma la bassa inflazione in Sardegna. Nel 2025 l’inflazione regionale media è stata dell’1,3% (indice NIC), con un calo progressivo durante l’anno e un minimo a novembre dello 0,7%. Dopo il quasi azzeramento dei prezzi a fine 2023 e un rafforzamento nel 2024 legato ai prezzi energetici, nel 2025 la spinta inflazionistica si è esaurita, rallentando la crescita dei prezzi regionali, come evidenzia il dossier del Centro Studi CNA.

Il calo dell’inflazione è stato più marcato in Sardegna rispetto alla media nazionale (1,5%), invertendo la tendenza degli anni 2022-2023, quando l’isola era stata tra le più colpite dall’aumento dei prezzi energetici. Questo riflette la debolezza della domanda interna, legata a un deterioramento strutturale dei redditi reali delle famiglie, iniziato nel 2019 e accentuatosi negli anni successivi.

Tra il 2019 e il 2024 il reddito medio annuo di un lavoratore dipendente in Sardegna è sceso da 32.700 a 31.000 euro, con una perdita cumulata superiore a 1.700 euro, quasi doppia rispetto alla media nazionale. In termini percentuali, il calo dei redditi reali sardi è stato del -5,4% (contro -2,6% nazionale), e dal 2010 raggiunge il -15% (-7,8% in Italia).

“Il protrarsi di bassa inflazione, unito a redditi stagnanti e domanda interna debole, rischia di tradursi in crescita anemica e ulteriore indebolimento della base produttiva regionale”, sottolineano Luigi Tomasi e Francesco Porcu, presidente e segretario di CNA Sardegna. Secondo loro, le politiche economiche regionali dovrebbero puntare a sostenere redditi e occupazione di qualità, per rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie.


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