
I rincari pesano sui portafogli (foto Eurocomunicazione)
Il 2026 si apre per la Sardegna con un clima tutt’altro che incoraggiante sul fronte del costo della vita. L’anno nuovo porta con sé una serie di aumenti che rischiano di incidere pesantemente sulle spese quotidiane delle famiglie, già messe a dura prova dall’inflazione e dalla contrazione dei redditi. Un quadro che preoccupa le associazioni dei consumatori, allarmate dagli effetti a catena che i rincari potrebbero produrre sui consumi e sull’economia regionale.
A pesare in modo significativo sono le scelte contenute nella Manovra finanziaria, che sblocca interventi destinati a riflettersi direttamente sui bilanci domestici. Tra i più discussi c’è il riassetto delle accise sui carburanti: la riduzione su benzina e l’aumento su gasolio potrebbero ribaltare i listini, penalizzando chi utilizza veicoli diesel, compresi i mezzi pesanti impiegati nel trasporto delle merci. Un aggravio che non resterà confinato ai distributori, ma che finirà per tradursi in maggiori costi logistici e, di conseguenza, in prezzi più alti per i prodotti di uso quotidiano. Le stime di Staffetta Quotidiana parlano di un incremento complessivo di circa cinque centesimi al litro, con il gasolio vicino a 1,78 euro.
Il capitolo rincari non si esaurisce però con i carburanti. La legge di bilancio introduce un aumento graduale delle accise su sigarette e tabacco fino al 2028, con un primo ritocco di circa 15 centesimi a pacchetto già nel 2026. Cresce inoltre l’aliquota sulle polizze Rc accessorie, mentre arriva un contributo di 2 euro per le spedizioni di basso valore provenienti da Paesi extra Ue, colpendo in particolare gli acquisti online. Sul fronte turistico, infine, i Comuni avranno la possibilità di ritoccare verso l’alto l’imposta di soggiorno.
Uno scenario che spinge Giuliano Frau, presidente regionale dell’Adoc, a lanciare un duro monito: «Le famiglie sono ormai allo stremo». Secondo l’associazione, si sta alimentando una spirale di aumenti «ingiustificati» che rischia di esasperare cittadini e imprese, mentre i rincari quotidiani continuano a erodere, poco alla volta, il potere d’acquisto dei sardi.
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