IL NAUFRAGIO

Ritrovato il relitto del “Luigino” a Santa Maria Navarrese a 150 metri di profondità Individuato il peschereccio affondato l’11 febbraio. Proseguono le ricerche dei due dispersi

(foto l’unione sarda online)

Riverso su un fianco, a 150 metri di profondità nel mare buio, il peschereccio “Luigino” giace sul fondale, ormai parte di un ambiente marino che in queste settimane ha iniziato a circondarlo. Le immagini arrivano dalle acque di Santa Maria Navarrese, dove nelle scorse ore è stato individuato il relitto durante le operazioni in mare.

In azione la nave Artabro, unità offshore dell’EMSA, con a bordo il personale del 4° Nucleo Sub della Guardia Costiera di Cagliari. Il relitto è stato localizzato a circa 100 metri dal punto dell’affondamento, adagiato sul lato di dritta. A bordo sono ancora visibili i salvagenti e, nonostante i danni, la scritta “Luigino” resta leggibile. Le ricerche dei corpi di Antonio Morlè ed Enrico Piras, entrambi di Tortolì e dispersi nel naufragio dell’11 febbraio, continuano senza esito. Le operazioni proseguiranno anche nelle prossime ore.


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