
(foto https://www.autobusweb.com)
Meno inquinamento e maggiore efficienza: sono due aspetti che possono andare di pari passo e che possono essere trovati seguendo la stessa direzione. Almeno questa pare essere l’idea del Ctm, che ha inaugurato la sua flotta a idrogeno e che guarda al completamento di un proprio percorso che metta assieme i due concetti. «Già quest’anno – precisa il presidente del Ctm Fabrizio Rodin – raggiungeremo il 70% della flotta a emissioni zero. Il recente ingresso degli autobus alimentati a idrogeno va in questa direzione. La principale differenza con gli altri mezzi che siamo abituati a vedere nei comuni serviti è legata ai km di percorrenza. Un autobus a idrogeno ha una capacità praticamente doppia rispetto a quelli elettrici: oltre che un dato interessante, è anche un’opportunità di sperimentazione per quanto riguarda le linee suburbane». Gli effetti sul presente, non nascondono gli obiettivi del futuro più lontano. «Nel lungo periodo – continua Rodin – abbiamo come obiettivo la completa elettrificazione della flotta, che secondo i nostri programmi dovrebbe avvenire entro il 2030. Prima di tutto però, c’è la scadenza del contratto che lega Ctm alla Regione, fissato al 31 dicembre 2026».
Il tavolo tra le parti potrebbe dare risposte a chi le cerca, soprattutto a coloro che abitano nei centri limitrofi del capoluogo non ancora serviti. «Il contratto potrebbe essere rinegoziato e in quel frangente vedremo che tipo di proposte farà la Regione. Spesso ci viene chiesto – sottolinea Rodin – perché non arriviamo in alcuni centri come Sestu, Capoterra o Sinnai Laddove dovesse esserci richiesta una implementazione del numero di comuni serviti ci faremo in quattro per arrivarci e connetterli agli altri. Da qui parte anche la sperimentazione nei percorsi suburbani». Le ambizioni del Ctm si scontrano con una situazione generale nell’isola che vede ancora un sistema di trasporto pubblico sardo in difficoltà. Un quadro che potrebbe migliorare anche grazie al ruolo dei passeggeri. «La complessità orografica della Sardegna – ammette Rodin – non aiuta. Detto questo si può fare sempre meglio. Ciascuno di noi, come cittadino, può fare la propria parte utilizzando maggiormente il trasporto pubblico. Purtroppo è sempre grande la fetta di coloro i quali non utilzzano il bus neanche una volta l’anno. Viene difficile, allora, chiedere grandi investimenti senza utilizzare i mezzi che hanno comunque anche dei costi importanti».
di Matteo Cardia
pubblicato su Kalaritana Avvenire
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