
Villa Devoto, sede della Regione Sardegna
La fumata bianca è arrivata solo all’ultimo momento, dopo giorni di trattative serrate e una serie di incontri che hanno coinvolto anche i vertici nazionali del Partito democratico e del Movimento Cinquestelle. L’intesa sulle nomine dei direttori generali della sanità sarda, però, non è stata totale: tre caselle restano ancora vuote e non sono di poco conto. Si tratta delle Asl di Cagliari, Sassari e Gallura, sulle quali il Pd ha scelto di rinviare ogni decisione almeno fino al 14 gennaio.
La cautela è legata al pronunciamento atteso del Tar sul ricorso presentato da Flavio Sensi, ex direttore generale dell’azienda sanitaria di Sassari, l’unico ad aver impugnato nei termini la rimozione seguita alla legge sui commissariamenti poi bocciata dalla Corte costituzionale. Proprio Sensi, insieme a Marcello Tidore e Maurizio Acciaro, è sempre stato considerato tra i manager potenzialmente più problematici per la Giunta, qualora si fosse proceduto a nuove nomine senza tenere conto del quadro giuridico ancora incerto. Da qui la scelta di prendere tempo, condivisa anche dalla presidente Alessandra Todde dopo un confronto interno particolarmente delicato.
Nel frattempo, l’esecutivo regionale ha sbloccato nove incarichi. Tra le novità spiccano due direttori generali provenienti dall’esterno del sistema sardo: Francesco Trotta, in area M5S, chiamato a guidare la Asl di Nuoro, e Andrea Fabbo, tecnico vicino alla presidente, destinato all’Ogliastra. A Oristano va Grazia Cattina, indicata da Sinistra Futura, mentre nel Medio Campidano è stato scelto Antonio Spano, nome condiviso tra Pd e Todde. Nel Sulcis-Iglesiente arriva Paolo Cannas, espressione dell’area Popolari del Pd. Conferme, invece, per Maurizio Marcias al Brotzu, Vincenzo Serra all’Aou di Cagliari e Angelo Serusi all’Areus. A Sassari, all’azienda ospedaliero-universitaria, è stato nominato Serafinangelo Ponti, con un ruolo determinante attribuito al parere del rettore.
«Abbiamo agito con responsabilità e prudenza», ha spiegato la presidente Todde, rivendicando una scelta orientata a tutelare l’interesse pubblico e a evitare forzature. Sulla stessa linea il Pd sardo, che parla di una decisione mirata, capace di chiudere una fase complessa senza esporre la Regione a nuovi contenziosi.
Durissima, invece, la reazione del centrodestra. Forza Italia, con il deputato Pietro Pittalis, attacca la Giunta per il ricorso a consulenze legali esterne, definendolo uno spreco di risorse pubbliche e sollevando il tema di un possibile danno erariale: «Ogni euro speso inutilmente è un euro sottratto alla sanità e ai cittadini», è l’accusa. Una polemica che lascia presagire nuovi scontri politici nelle prossime settimane.
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