
La sanità, il suo funzionamento a livello territoriale, ma anche gestionale. In attesa dell’arrivo della Finanziaria in Consiglio regionale, attesa per il prossimo 13 gennaio, è ancora il tema di quanto accade nel territorio e della operatività delle Asl il tema principale della politica sarda.
Ci sarà ancora da attendere per la nomina dei direttori generali delle Asl di Cagliari, Sassari e Olbia. Le altre nove caselle sono state infatti già assegnate lo scorso 31 dicembre, dopo il raggiungimento di un’intesa affatto scontata all’interno della maggioranza regionale, con il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle apparentemente su posizioni opposte. Quelli di Cagliari e Sassari sono i bacini più importanti, con responsabilità, anche per questo, altrettanto rilevanti. Su questi si gioca però anche una battaglia politica, con il Pd che sarebbe pronto a indicare due personalità vicine al proprio ambiente tra quelle con il curriculum ritenuto idoneo dalla commissione giudicante. Per avere le risposte attese e delineare così un quadro completo, la chiave di volta sarà l’esito del ricorso di Flavio Sensi, ex direttore generale dell’Asl di Sassari che si era rivolto al Tar a seguito del termine anticipato del suo incarico. Un esito che dovrebbe arrivare il 14 gennaio prossimo e che potrebbe poi portare la Giunta a occupare gli slot mancanti con le scelte fatte. Nel frattempo, resta preoccupante la situazione sui territori. L’arrivo del nuovo anno ha sancito l’ufficialità della pensione per numerosi medici di base. A preoccupare sono soprattutto le aree disagiate, per cui, secondo quanto denunciato dalla Fimmg, non sarebbero stati ancora messi a disposizione gli incentivi annunciati.
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