
La Giunta regionale ha ufficializzato la nomina dei nuovi direttori generali delle aziende sanitarie e delle aziende ospedaliero-universitarie della Sardegna. Le delibere sono state adottate all’unanimità dall’Esecutivo su proposta della presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde.
«È una scelta politica assunta da una maggioranza unita, che si assume fino in fondo la responsabilità di governare uno dei settori più delicati per la vita delle persone e per le finanze pubbliche regionali», ha dichiarato la presidente Todde, sottolineando il valore strategico delle nomine.
Secondo la presidente, i nuovi incarichi si inseriscono nel percorso delineato nelle dichiarazioni programmatiche della legislatura: «Ricostruire il governo della sanità, rafforzare il servizio pubblico e garantire il diritto alla salute, superando disuguaglianze territoriali e improvvisazioni gestionali».
Le nomine danno attuazione alla Legge regionale n. 8, approvata dal Consiglio regionale l’11 marzo 2025. I direttori generali sono stati selezionati tra i candidati inseriti nell’elenco nazionale previsto dal decreto legislativo n. 171 del 4 agosto 2016 e resteranno in carica per tre anni a partire dalla sottoscrizione del contratto.
Questi i nominativi indicati dalla Giunta regionale:
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ASL 3 Nuoro: Francesco Trotta
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ASL 4 Ogliastra: Andrea Fabbo
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ASL 5 Oristano: Grazia Cattina
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ASL 6 Medio Campidano: Antonio Spano
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ASL 7 Sulcis: Paolo Cannas
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ARNAS Brotzu: Maurizio Marcias
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AOU Cagliari: Vincenzo Serra
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AOU Sassari: Serafinangelo Ponti
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AREUS: Angelo Serusi
Restano invece da formalizzare tre ulteriori incarichi, relativi alle ASL di Cagliari, Sassari e Gallura. «Abbiamo scelto di procedere con responsabilità e prudenza – ha spiegato Todde – seguendo il percorso più tutelante per l’interesse pubblico e per le risorse regionali. Le nomine mancanti saranno definite nei prossimi giorni, una volta conclusi tutti i passaggi previsti».
La presidente ha infine ribadito la linea dell’Esecutivo: «Nessuna accelerazione forzata, ma scelte solide e difendibili», nel segno di una riorganizzazione della sanità regionale che punta a maggiore stabilità gestionale ed equità nei servizi.
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