Politica

Sanità, nuova manifestazione a Cagliari: incontro in Consiglio regionale La Presidente Todde e il Presidente Comandini a colloquio con sindaci e rappresentanti dei Comitati

L’incontro in Consiglio regionale

La crisi della sanità sarda arriva al centro del confronto politico e istituzionale. Da una parte la protesta dei comitati per la salute pubblica e le critiche dell’opposizione, dall’altra l’impegno della Regione a rafforzare il sistema sanitario tra nuove assunzioni, cantieri del Pnrr e interventi sulla medicina territoriale.

Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Paolo Truzzu, la mobilitazione dei comitati e la presa di posizione del sindacato rappresentano la conferma delle difficoltà del sistema sanitario regionale. «La manifestazione dei comitati e la chiamata alla mobilitazione sono la dimostrazione che la situazione della sanità non è propaganda, ma la fotografia di uno stato di forte crisi», ha dichiarato. Truzzu ha chiesto che il tema venga discusso con urgenza in aula e che la presidente della Regione chiarisca la strategia per affrontare le criticità del sistema sanitario.

Nel frattempo, proprio in Consiglio regionale si è svolto un incontro tra una delegazione del Coordinamento dei comitati per la sanità pubblica, alcuni sindaci e i vertici istituzionali della Regione. Al tavolo erano presenti la presidente della Regione e assessora ad interim alla Sanità Alessandra Todde, il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini e la presidente della Commissione Sanità Carla Fundoni.

Al confronto hanno partecipato anche amministratori locali provenienti da diversi centri dell’Isola, tra cui Isili, Atzara, Riola Sardo, Baratili San Pietro, Samugheo e Ula Tirso, che hanno portato all’attenzione della Regione le principali criticità dei territori, in particolare sul fronte della sanità territoriale.

Il presidente del Consiglio regionale Comandini ha parlato di «confronto anche duro ma caratterizzato da grande senso di responsabilità». L’obiettivo, ha spiegato, è costruire un dialogo stabile con i territori: «Le istanze dei comitati e dei sindaci hanno trovato ascolto da parte di tutte le forze politiche. Sulla sanità non possono esserci divisioni ideologiche, perché è in gioco il futuro dell’isola».

Nel corso dell’incontro la presidente Todde ha riconosciuto le difficoltà del sistema sanitario regionale, attribuendole a problemi accumulati nel corso degli anni. «La situazione non è semplice e nasce da decisioni stratificate nel tempo che hanno indebolito i territori e il raccordo tra ospedali e servizi locali», ha spiegato, sottolineando la necessità di lavorare su dati, programmazione e confronto con le comunità.

Tra i dati illustrati durante il confronto emerge la carenza di medici di base: alla fine del 2024 in Sardegna mancavano circa 560 professionisti, oggi scesi a 478 considerando anche gli incarichi temporanei. Per incentivare l’apertura di ambulatori nelle aree più disagiate la Regione ha previsto un incentivo di 2 mila euro al mese per circa cento sedi carenti.

Sul fronte degli investimenti del Pnrr sono previste nell’isola 50 Case della comunità, con cantieri avviati in 47 strutture e un avanzamento dei lavori pari al 94%. Avviati anche i cantieri per i 13 ospedali di comunità previsti, con l’obiettivo di arrivare a 11 strutture operative entro il giugno 2026.

Per rafforzare gli organici nel 2025 sono entrati nel sistema sanitario regionale 1.500 infermieri e 982 medici tra concorsi, mobilità e stabilizzazioni. La Regione ha inoltre destinato 25 milioni di euro alle indennità per il personale dei pronto soccorso e avviato il percorso per il superamento dei medici a gettone, con l’inserimento di 52 professionisti nel servizio sanitario regionale.

Tra le priorità indicate anche la riduzione delle liste d’attesa e la definizione di un nuovo Piano sanitario regionale, strumento assente da anni che dovrà ridisegnare l’organizzazione della rete ospedaliera e territoriale. «La nostra volontà – ha concluso Todde – è costruire una sanità pubblica migliore attraverso confronto con i territori, trasparenza dei dati e verifica dei risultati».


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