L'intervista

Sanità, sabato 7 marzo i Comitati sardi per la sanità pubblica in piazza Le parole del portavoce del Coordinamento dei comitati Alessandro Rosas su RK

Nuova manifestazione per la sanità pubblica domani, sabato 7 marzo, a Cagliari. Si ritroveranno, a partire dalle 9.30 in piazza dei Centomila, i Comitati sardi per la sanità pubblica, nati in Sardegna negli ultimi anni resi sempre più complessi dalle difficoltà della medicina territoriale ed ospedaliera.

Ai microfoni di Radio Kalaritana, per raccontare i motivi della manifestazione, è intervenuto Alessandro Rosas, portavoce del coordinamento Comitati di Sardi per la sanità pubblica. «Si tratta di una mobilitazione dal basso, che vedrà i comitati e le associazioni, insieme a tante famiglie – ha specificato Rosas – L’esigenza di questa nuova mobilitazione nasce dalla preoccupante situazione che non migliora. Siamo preoccupati per i nostri cari, soprattutto quelli più anziani e indifesi. In Sardegna ricordo che c’è la percentuale più alta dei cittadini che rinunciano alle cure per le difficoltà che hanno ad accedere al servizio sanitario pubblico, aumenta l’immigrazione sanitaria e oltre 450mila sardi sono senza medico di base e molti bambini senza pediatri. In tutto ciò la politica che dovrebbe intervenire su questo problema prioritario sembra dividersi e senza una visione generale di come intervenire. La manifestazione non è contro qualcuno, ma vuole mantenere acceso un faro e dare più coraggio all’azione dei nostri rappresentanti: senza sanità pubblica cresce la la povertà, si perde la salute e i nostri paesi si svuotano».

Le risposte al momento non sono state abbastanza forti, secondo i comitati. «In tutti questi anni – ha sottolinato il portavoce – l’unico strumento messo in campo sono gli Ascot, ma questi pur garantendo un presidio di assistenza minimo, non rispondono al bisogno dei cittadini che sono rimasti senza medico. In più il servizio si basa su medici volontari, quindi oggi ci sono, domani forse. Non c’è continuità assistenziale» L’obiettivo della manifestazione però rimane chiaro. Sul tema della sanità, insomma, non ci si può dividere. «Con questa manifestazione vogliamo dare una scossa – ha continuato Rosas – c’è bisogno di riorganizzare la sanità territoriale nei distretti, approvare il nuovo piano sociosanitario per i prossimi tre anni, approvare un piano straordinario, chiaramente di questo è investito anche il governo nazionale, di assunzione di medici e infermieri. Un piano che però sia strutturato e nel frattempo prevedere un ricorso ai medici e agli operatori stranieri in questa fase di grave carenza. Invitiamo tutti a partecipare a questa manifestazione, che è una manifestazione per e non contro qualcuno. Abbiamo una sola unica bandiera che è quella per il servizio sanitario pubblico, non dividiamoci su questo».


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