PARROCCHIE

Sant’Eusebio: una parrocchia viva tra fede e cultura Don Davide Meloni racconta l'impegno di una comunità attiva e vivace, anche grazie ai tanti volontari

Una comunità cristiana che cerca di essere segno e strumento della presenza di Gesù nel mondo in un quartiere nato tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso quando Cagliari ha conosciuto un grande sviluppo delle sue periferie». Con un flash don Davide Meloni (50 anni) fotografa attività e territorio pastorale della sua parrocchia di Sant’Eusebio, che da via Cadello e via Cornalias si inerpica fino al colle San Michele, cerniera urbanistica tra il centro della città e la zona degli ospedali. Una realtà ecclesiale mobile nel tempo. Nei primi trent’anni modellata sui bisogni socio-religiosi di una popolazione giovane, con famiglie numerose e sugli input del rinnovamento portato dal Concilio Vaticano II e dalle sue riforme liturgiche e pastorali.

Dalla seconda metà degli anni Ottanta a oggi cambiamento generazionale e spopolamento hanno trasformato il quartiere in una zona abitata da anziani, studenti universitari provvisoriamente residenti, con pochi bambini e giovani. «Nei mesi di annuale benedizione delle case – dice il parroco – scopro le contraddizioni di un quartiere con molti dei suoi tre mila appartamenti vuoti, disabitati; ma fatto anche di tante solitudine di anziani parzialmente disabili o malati, per mesi o anni bloccati in casa da inesistenti ascensori». Alla prima esperienza parrocchiale, don Davide entra in punta di piedi nella storia breve, ma intensa, di una comunità vivace e attiva. «Non avevo ricette – prosegue – formule e progetti precostituiti. Mi sono messo in ascolto del quartiere e delle persone che con passione animano e fanno vivere quotidianamente la parrocchia».

La varietà delle iniziative e l’apertura al quartiere sono quasi nel Dna della gente di sant’Eusebio, maturate nel corso degli anni. «Ho trovato – sottolinea il parroco – un fortissimo e molto ben organizzato impegno a favore dei più deboli. Alla presenza molto forte della “san Vincenzo” (assiste circa 80 famiglie) e di un gruppo Caritas, negli ultimi anni si è aggiunto il Centro di ascolto della Caritas, quindi nuovi volontari più giovani. La nostra parrocchia esprime una realtà culturale significativa: una biblioteca di ottomila libri che non si limita al prestito, ma promuove iniziative letterarie e artistiche, lezioni di sostegno ai ragazzi delle medie. Il teatro Sant’Eusebio ogni anno organizza un cartellone di rappresentazioni di interesse cittadino».

di Mario Girau 

La versione completa dell’articolo sul prossimo numero di Kalaritana Avvenire


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