
(foto Unione sarda)
Il 2026 sarà l’anno della nuova legge statutaria della Sardegna, pensata per riequilibrare i rapporti tra Regione e Stato. Lo ha confermato il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, insieme ai vicepresidenti Giuseppe Frau e Aldo Salaris, illustrando i risultati e gli obiettivi di legislatura. «La nuova legge statutaria e la revisione delle norme già approvate rafforzeranno l’autonomia della Regione, sia nei rapporti interni sia con lo Stato», ha detto Comandini, sottolineando la necessità di difendere queste prerogative in ogni sede.
Il percorso è iniziato nel 2025 con la creazione di una commissione speciale per elaborare norme sulle materie indicate dall’articolo 15 dello Statuto e sulla forma di governo regionale. «Molti problemi di governance derivano da un’Autonomia incompiuta», ha osservato il presidente dell’Assemblea. Nel primo anno pieno di attività, il Consiglio ha approvato 36 leggi, con 230 riunioni e quasi 500 audizioni delle Commissioni. Otto provvedimenti sono stati impugnati nel 2025, rispetto a tre nel 2024.
La Corte costituzionale si è già pronunciata cinque volte: tre disposizioni sono state dichiarate incostituzionali, con impatti su leggi chiave come i commissariamenti delle aziende sanitarie, mentre due sono state giudicate legittime, ad esempio sull’uso temporaneo del personale medico in quiescenza. Altri sei ricorsi sono ancora pendenti.
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