
Ritorna quest’anno la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che ha al centro il versetto 4 della Lettera di San Paolo agli Efesini: «Uno solo è il corpo, uno solo è lo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati».
«Partendo dal versetto 4 del capitolo 4 – dice il diacono Pino Siddi, responsabile dell’Ufficio diocesano per per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso – le riflessioni si svilupperanno nell’arco degli otto giorni. Saranno condivise qui in radio e durante le visite nelle varie comunità. L’obiettivo è approfondire il tema dell’unità e della speranza comune».
Chi propone quest’anno l’iniziativa?
«La proposta arriva dalla Chiesa apostolica armena di fede ortodossa, che ha lavorato su questo tema dal 2024. Il versetto scelto riflette la loro storia, segnata da momenti difficili come il genocidio del 1915 e la repressione sotto l’Unione Sovietica. Negli ultimi trent’anni hanno avviato un dialogo costante sia con le altre chiese cristiane — ortodossi, cattolici e protestanti — sia a livello interreligioso, coinvolgendo anche l’Islam».
Qual è il ruolo dell’Ufficio per il dialogo?
«Da oltre 25 anni lavoriamo per creare occasioni di incontro tra le diverse comunità presenti sul territorio. Ci incontriamo almeno una volta al mese con le altre chiese cristiane: la greco-ortodossa, la rumena ortodossa, gli avventisti, i battisti. Lo scopo è conoscersi, stimarsi e camminare insieme nella fede comune».
E per il dialogo interreligioso?
«Quest’anno, giovedì 22 gennaio, l’Arcivescovo Baturi incontrerà alcune persone di fede ebraica a Cagliari, in occasione della trentasettesima giornata del dialogo ebraico-cattolico. Il tema sarà la benedizione di Abramo (Genesi 12) e il significato di condividere valori comuni».
Ci sono altre iniziative interreligiose?
«Sì, abbiamo già realizzato tre incontri che hanno visto sedersi attorno a un tavolo rappresentanti di buddisti della Soka Gakkai, mormoni, ortodossi armeni, protestanti battisti e avventisti, e baha’i. Presto si uniranno anche rappresentanti dell’Islam. L’obiettivo è dimostrare concretamente che tutte le fedi possono sedersi insieme per conoscersi, crescere e collaborare per la pace».
Qual è il messaggio principale?
«Le religioni non hanno nel loro DNA la violenza: la violenza nasce dall’uso distorto delle fedi. Tutte le religioni hanno come valore centrale la convivenza e la pace. Il nostro lavoro è mostrare questo, costruendo legami concreti e duraturi tra le comunità».
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