
L’ingresso al liceo «Dettori di Cagliari; in alto Francesco Feliziani
Prima campanella oggi per tutti gli studenti sardi.
Ad accogliere bambini e ragazzi ci saranno i loro docenti, insieme al personale delle scuole.
Un anno che si apre nel migliore dei modi, a detta del direttore scolastico regionale, Francesco Feliziani, per il quale «c’è stato un miglioramento progressivo, anche grazie all’informatizzazione di alcune procedure come quelle delle assunzioni, delle immissioni in ruolo e delle supplenze«.
«Il passaggio negli anni 2020-2021 – specifica il Direttore – con l’informatizzazione di queste operazioni, che coinvolgono migliaia di persone, sono state velocizzate. È chiaro che il primo anno si è dovuto fare i conti con tutta una serie di problematiche, come le modifiche nelle procedure e l’utilizzo di software specifici. Quest’anno abbiamo raggiunto un risultato impensabile fino a pochissimi anni fa: in Sardegna le lezioni iniziano il 15 settembre, ma già dal 1 settembre, tutti i posti sia di ruolo sia di supplenze sono già coperti».
«Un record storico – a detta di Feliziani – a cui si aggiunge la soddisfazione per un nuovo istituto, ovvero la conferma dell’insegnante di sostegno allo studente seguito l’anno precedente, ovviamente su richiesta della famiglia, con la disponibilità dell’insegnante e la valutazione del dirigente scolastico sulla qualità del percorso seguito». «In queste condizioni – ricorda il Direttore – in Sardegna ci sono circa 1.500 docenti di sostegno, che avranno dunque continuità nel servizio, cosa che fino all’anno precedente non era assolutamente garantita. Un’innovazione fortemente voluta dal Ministro Valditara, ma che era comunque un’esigenza già molto sentita».
L’altra grande novità sarà il divieto di utilizzo dei telefoni cellulari in classe. «Anche qui – specifica Feliziani – devo dire che da anni si stava assistendo ad un abuso nell’utilizzo dei telefoni. Una pratica riscontrabile nella vita di tutti i giorni, con persone per strada che guardano l’apparecchio: non solo parlano o rispondono, ma c’è chi cammina sul marciapiede senza guardare dove mette i piedi avendo gli occhi sul telefono».
«La circolare del Ministro Valvitara – ricorda il Direttore – non lascia dubbi: se l’anno scorso si era iniziato dal primo ciclo scolastico, quest’anno c’è l’estensione anche alle scuole del secondo ciclo». «La decisione – sostiene Feliziani – parte da fondamenti scientifici, secondo i quali c’è una diretta correlazione tra un abuso, uso distorto o per un tempo prolungato dei cellulari e la diminuzione di attenzione, nei risultati e nella capacità di apprendimento. Pur lasciando alle scuole le modalità attuative del divieto, è stato stabilito che durante l’orario scolastico i cellulari non si utilizzano ma in aula si continuerà ausare computer, tablet e lavagna LIM, solo per la didattica. Non sarà più consentito l’uso del cellulare da quando si entra in classe fino al termine delle lezioni».
Il concetto può essere traslato da altri ambiti, ad esempio quello sportivo. «Se si vedono i ragazzi durante un allenamento – ricorda Feliziani – i risultati sono completamente diversi a seconda se abbiano a disposizione o meno i cellulari, se dall’inizio alla fine dell’allenamento il cellulare non viene utilizzato. Quando il telefono è a disposizione ad ogni pausa, anche di 5 minuti, anziché bere, mangiare o asciugarsi il sudore si va a controllare il telefono, per vedere se c’è una notifica o un post, cala il rendimento».
«Se, al contrario, durante l’intera sessione di allenamento non si utilizza il telefono, e si ha dunque una maggiore concentrazione, si arriva ad avere una migliore interazione tra i ragazzi, con risultati più brillanti anche nelle prestazioni, oltre che nei rapporti tra di loro, quest’ultimo elemento è fondamentale, perché sta alla base di ogni attività sportiva di squadra».
Per ciò che concerne il personale Ata, quindi amministrativi e collaboratori scolastici, nonostante le criticità, la Direzione regionale sostiene di aver attivato percorsi con posti in deroga, per la copertura degli organici.
Roberto Comparetti – Articolo pubblicato su «Kalaritana Avvenire» di domenica 14 settembre
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