
Lo stabilimento della Sider Alloys – Foto Regione Sardegna
Nuovo stop per la ripartenza industriale di Portovesme. La Provincia del Sud Sardegna ha respinto la richiesta della Sider Alloys di revocare la sospensione dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, confermando così l’impossibilità di riavviare qualsiasi attività produttiva all’interno dello stabilimento del Sulcis Iglesiente.
La sospensione dell’Aia risale a circa un anno fa, quando una parte dell’impianto venne posta sotto sequestro nell’ambito di accertamenti su presunti problemi di inquinamento legati allo smaltimento dei materiali di scarto. L’operazione fu condotta dal Corpo forestale insieme ad Arpas, Provincia e Asl, con l’apposizione dei sigilli in diverse aree della fabbrica.
Il mese scorso la società aveva presentato istanza formale per riottenere la piena efficacia dell’autorizzazione ambientale e riaprire alla produzione. La risposta dell’ente provinciale è stata però negativa. Nel provvedimento viene chiarito che la sospensione dell’Aia «comporta la sospensione dell’esercizio dell’attività produttiva», pur non impedendo il proseguimento dei lavori di ristrutturazione degli impianti nelle zone non sottoposte a sequestro, in particolare nella sala di elettrolisi, nel rispetto delle disposizioni dell’autorità giudiziaria.
La decisione pesa su un territorio già segnato da una lunga crisi industriale. Nei giorni scorsi i cancelli della fabbrica sono tornati a essere luogo di protesta per i lavoratori in mobilità in deroga, gli ex dipendenti Alcoa mai rientrati al lavoro dopo la chiusura dello stabilimento americano. La mobilitazione era nata dalla cancellazione della mobilità per le aree di crisi complessa nel 2026, poi ripristinata grazie a un emendamento del Governo.
Resta però irrisolto il nodo principale: lo stabilimento continua a non produrre, i dipendenti Sider Alloys e Gms restano in cassa integrazione e centinaia di lavoratori attendono certezze sul futuro. Le organizzazioni sindacali chiedono una svolta nella gestione del sito industriale e sollecitano da tempo la convocazione di un tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per definire un percorso industriale credibile per Portovesme.
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