
La simulazione intorno al nuovo stadio (foto Uff. stampa comune di Cagliari)
Alta tensione tra il Cagliari Calcio e il Comune di Cagliari sul futuro del nuovo stadio. Quello che doveva essere un passaggio chiarificatore rischia invece di trasformarsi in uno scontro aperto, con posizioni sempre più distanti sul nodo decisivo: il canone di concessione.
Dalla società rossoblù filtra irritazione, con il presidente Tommaso Giulini descritto come «furioso» dopo le comunicazioni in Consiglio comunale dell’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta. Nonostante il passo indietro del club – che ha rinunciato all’ipoteca sul diritto di superficie e alla gestione privata dei parcheggi – il Comune avrebbe irrigidito la propria posizione proprio sul canone.
Il Cagliari si prepara ora a presentare un nuovo piano economico-finanziario aggiornato, ma senza modifiche sulla cifra ritenuta sostenibile: 50mila euro annui. Una soglia che il club considera in linea con altri esempi italiani, anche alla luce della rinuncia a circa 1,5 milioni di euro derivanti dai parcheggi. «Se aumenta il canone – è la linea della società – salta l’equilibrio del piano».
La trattativa entra così in una fase delicatissima, con il rischio concreto che il progetto possa arenarsi. Il confronto appare sempre più una partita senza margini di bluff: da un lato l’interesse pubblico rivendicato dall’amministrazione, dall’altro la sostenibilità economica difesa dal club.
A rendere ancora più urgente una soluzione è l’appuntamento imminente con Michele Uva, atteso in città per verificare lo stato del progetto in vista di UEFA Euro 2032. L’obiettivo resta quello di pubblicare il bando entro giugno e avviare i lavori già nel 2027, ma molto dipenderà dall’esito di questo nuovo braccio di ferro.
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