Il punto

Stagione estiva e continuità: trasporto aereo alla prova del ponte pasquale Positivi i numeri dello scalo di Cagliari, mentre su tutti gli aeroporti è carente il numero dei voli in continuità offerti

Arrivano i primi numeri sul turismo per il ponte pasquale nell’isola. Almeno per coloro che transitano per lo scalo di Cagliari, che il 29 marzo scorso ha visto partire la propria stagione estiva, oltre che la nuova continuità territoriale aerea che accomuna tutti gli scali sardi. E che ha dovuto già fronteggiare il primo momento di emergenza, data la mancanza di voli nei giorni successivi al lunedì di Pasqua.

Tra il 2 e il 6 aprile è previsto il passaggio di 80.000 persone all’interno dello scalo di Elmas, per una disponibilità di 100.000 posti e 530 movimenti di aeromobili. Numeri che si inseriscono in una prospettiva più larga dei primi tre mesi dell’anno che soddisfa Sogaer, vista la crescita del 3,4% di passeggeri (825mila) tra arrivi e partenze che il “Mario Mameli” ha accolto, con un +11,4% di passeggeri internazionali. Nel frattempo, gli scali di Cagliari, Olbia e Alghero (su Roma), negli ultimi giorni hanno dovuto fare i conti con la mancanza di voli in continuità nelle giornate successive al 6 aprile. Nei primi due casi verso Milano-Linate, nel terzo, invece, verso Roma. Si è reso così necessario l’intervento della Regione, con due voli aggiuntivi che dovrebbero essere assicurati da Elmas verso Linate, il 7 e l’8 aprile, e un volo da Alghero verso Roma, previsto per il 7 di aprile.

Il trasporto aereo rimane anche al centro del dibattito politico. Dopo le critiche arrivate dai capigruppo del centrodestra in Consiglio regionale, che avevano definito l’operazione della fusione degli aeroporti sardi come poco trasparenti, la risposta della presidente della Regione Alessandra Todde non si è fatta attendere. «Di poco trasparente non c’è nulla sulla fusione degli aeroporti – ha affermato la presidente – Voglio ricordare a tutti che noi veniamo da due aeroporti, quelli di Olbia e quelli di Alghero, che sono già privati. Quando sento parlare di poca influenza della Regione, in questo momento la Regione in quegli aeroporti non conta nulla e non conta nulla neanche per quanto riguarda la gestione di Cagliari, che è della Camera di Commercio. Cagliari – ha continuato Todde – ha superato i 5 milioni di passeggeri e c’è un regolamento europeo che dice che superati i 5 milioni di passeggeri è obbligatorio un aumento di capitale e soprattutto sono vietati gli aiuti di Stato. Quindi che la Camera di Commercio debba cercare dei soci privati è un dato nelle cose – ha aggiunto – un percorso che possa essere una rete aeroportuale, quindi sotto un decreto ministeriale, è una cosa che invece alla Regione interessa moltissimo».

 


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