INDUSTRIA

Sulcis, la Cgil chiede un tavolo a Palazzo Chigi: «Serve una svolta» Incontro in Regione tra i sindacati e la presidente Todde per fare il punto sulla crisi dell’area industriale

(foto ansa sardegna)

La vertenza industriale del Sulcis deve approdare a Palazzo Chigi. È questa la richiesta avanzata dalla Cgil regionale e territoriale nel corso dell’incontro con la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, convocato per fare il punto sulla crisi dell’area industriale.

Secondo il sindacato, il Sulcis «ha tutte le potenzialità per rilanciarsi e diventare un polo di eccellenza nelle produzioni strategiche», ma servono scelte concrete e, soprattutto, il rispetto degli impegni assunti. Nel mirino della Cgil finisce il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, accusato di non aver dato seguito alle misure necessarie per garantire una prospettiva industriale solida e duratura.

Sul tavolo anche il rischio – al momento apparentemente scongiurato – di perdere le risorse destinate alla mobilità in deroga. «Il ripristino dei fondi è un fatto positivo – dichiarano i segretari Cgil Sardegna e Camera del Lavoro territoriale, Fausto Durante e Franco Bardi – ma non possiamo limitarci a discutere di ammortizzatori sociali. Il nodo centrale resta la prospettiva industriale: non c’è più tempo per riunioni prive di risultati concreti».

Da qui la richiesta di un innalzamento del livello del confronto istituzionale e l’attivazione di una cabina di regia capace di affrontare le crisi industriali con serietà, tempestività e visione strategica.

Tra i dossier più delicati resta la vertenza dell’ex Alcoa, su cui non si registrano passi avanti nei tavoli ministeriali. All’incontro era presente anche una delegazione di metalmeccanici che nei giorni scorsi aveva manifestato davanti ai cancelli della Sider Alloys contro il taglio dei fondi per la mobilità.

Il punto, secondo il sindacato, è il fallimento dell’attuale proprietà, che avrebbe ormai dimostrato la propria inaffidabilità. «È incomprensibile – si legge – continuare a concederle credito, come sta avvenendo al ministero, invece di valutare con serietà le altre ipotesi e proposte di acquisizione emerse nel frattempo e mai realmente prese in considerazione».

Per questo l’appello è rivolto anche alla Regione, affinché assuma una posizione chiara e netta in questa direzione.


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