
(foto https://www.diocesidimantova.it)
Il 23 febbraio 1964 la domenicale giornata tranquilla dell’asilo cittadino della Marina – non «invaso», come durante la settimana, da un migliaio di bambini, ragazzi e studentesse – intorno alle dieci del mattino salta all’improvviso. Mezz’ora prima è morta suor Teresa Tambelli, da 40 anni superiora dell’istituto di via Baylle. La notizia corre veloce per tutta la città. Il passa parola per le strade del quartiere rimbalza velocemente tra i «salotti» all’aperto dei caffè di via Roma, nelle chiese del centro storico, in Cattedrale. Inizia il pellegrinaggio dei cagliaritani, soprattutto poveri, ma non solo. Vogliono pregare davanti a una straordinaria «ministra di Carità». Anche l’allora arcivescovo monsignor Paolo Botto, che, lunedì 24 febbraio, alle 8 assiste alla Messa celebrata da monsignor Giuseppe Lepori e inginocchiato davanti al feretro recita il rosario. «Non piangiamola – dice il presule a suor Vincenza Martelli – abbiamo un’altra santa in cielo!».
A distanza di 62 anni la «profezia» di quel presule si è quasi avverata. Suor Tambelli dallo scorso mese di giugno è venerabile. Il 2026 è un anno di ricorrenze significative per la Congregazione delle figlie della carità della Sardegna. La più importante e temporalmente vicina è il decimo anniversario dell’apertura della sua causa di beatificazione. Le altre date segnate sul calendario ormai appartengono alla storia, scritta in 170 anni dalle suore vincenziane in Sardegna.
di Mario Girau
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