Economia

Turismo in Sardegna, boom degli affitti brevi e crisi degli alberghi Stando ai dati Unioncamere e Infocamere cresce l’extra-alberghiero, regge la ristorazione e soffre il settore tradizionale

Via Garibaldi a Cagliari

Il turismo cambia pelle e la Sardegna ne è uno degli esempi più evidenti. I cinque anni successivi alla pandemia hanno segnato una trasformazione profonda del comparto dell’accoglienza, intercettando nuove abitudini e aspettative dei viaggiatori. L’Isola resta una meta molto ambita, ma chi arriva sceglie sempre più spesso soluzioni alternative agli alberghi tradizionali, privilegiando affitti brevi, bed & breakfast e affittacamere.

I dati Unioncamere e Infocamere parlano chiaro: dal 2021 in Sardegna sono nate 772 nuove imprese legate all’extra-alberghiero, con un incremento vicino al 73%, il più alto registrato a livello nazionale. Una crescita impetuosa che va di pari passo con l’espansione della ristorazione, aumentata dell’8,3% nonostante un mercato ormai saturo, soprattutto nei principali centri urbani, dove si moltiplicano fast food, pizzerie e ristoranti.

Di segno opposto l’andamento del settore alberghiero tradizionale. Nel solo 2021 il saldo si è chiuso con la perdita di 23 strutture, penalizzate dal cambiamento delle preferenze turistiche e dalla concorrenza di alloggi più flessibili e accessibili. A reggere l’urto sono soprattutto gli hotel di fascia alta, meno esposti alla competizione sui prezzi e orientati a un’offerta esclusiva.

«I dati mostrano una trasformazione profonda dell’offerta turistica italiana», spiegano gli analisti di Infocamere. «Gli alberghi arretrano, mentre crescono con forza le strutture extra-alberghiere legate ai soggiorni brevi, soprattutto nelle destinazioni più attrattive, dove aumentano anche le tensioni legate all’overtourism». In questo contesto la ristorazione si conferma un presidio economico fondamentale, capace di intercettare la domanda di convivialità e sostenere l’economia locale.

Le prospettive future confermano il trend: una divergenza sempre più marcata tra alberghi tradizionali in calo e affitti brevi in espansione, con effetti evidenti soprattutto nei periodi di alta concentrazione turistica, come le festività natalizie.


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