
Una foto di una delle ultime ordinazioni presbiteriali a Cagliari
La pastorale vocazionale accompagna la vita della Chiesa là dove nascono le domande più profonde sul senso dell’esistenza, sulle scelte e sulle relazioni. Ne parliamo con don Roberto Ghiani, direttore dell’Ufficio diocesano, per comprendere come oggi la diocesi di Cagliari sostenga il discernimento e la cultura della vocazione.
Come descrivereste la missione della pastorale vocazionale nella diocesi di Cagliari e quali priorità guidano oggi il vostro servizio?
La pastorale vocazionale è una pastorale che definire «trasversale», perché intercettare tutte le altre «pastorali»: giovanile, universitaria, familiare, della salute. La sua missione è far emergere l’istanza vocazionale presente nelle diverse circostanze ed età della vita. La vocazione non riguarda solo alcune scelte particolari, ma attraversa tutta la vita: la famiglia è una chiamata, così come una situazione di malattia o di fragilità può diventare un appello a vivere la propria vita in modo nuovo. In questo senso il servizio vocazionale è chiamato a leggere la quotidianità come luogo in cui il Signore continua a parlare. Una priorità importante oggi è la costituzione e formazione dell’équipe. Siamo una decina di persone: due coppie di sposi, una suora, tre sacerdoti, due giovani diaconi in cammino verso il sacerdozio. La formazione dell’équipe è fondamentale: alcuni di noi hanno partecipato al Convegno Nazionale della CEI e ci incontriamo periodicamente per condividere le idee e confrontarci. Vorremmo inserire progressivamente anche dei giovani.
L’intervista completa a cura di Francesco Piludu si potrà leggere sul nostro Kalaritana Avvenire, in edicola domenica 8 marzo, insieme al quotidiano Avvenire in tutta la Sardegna
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
