CARITAS

«World Cafè» a Cagliari: insieme per le persone fragili Il progetto della Caritas diocesana punta a rafforzare le reti di sostegno e l’inclusione sociale delle persone senza dimora

Nei giorni scorsi si è svolto a Cagliari il «World Café», un evento partecipativo promosso dalla Chiesa di Cagliari, attraverso la Caritas diocesana, nell’ambito del progetto «Percorsi di Speranza» portato avanti in collaborazione con Caritas Italiana. L’iniziativa ha riunito istituzioni, realtà del terzo settore, operatori e cittadini, con l’obiettivo di confrontarsi sulle strategie di supporto alle persone senza dimora e rafforzare le sinergie sul territorio.

I tavoli di lavoro hanno affrontato diversi temi, dalle difficoltà quotidiane vissute dalle persone più fragili alla necessità di modelli di accoglienza più flessibili e inclusivi. A raccontare l’esperienza, negli studi di Radio Kalaritana, sono state la referente del progetto e alcuni rappresentanti delle realtà coinvolte nei gruppi di confronto.

«Il laboratorio ha permesso di coinvolgere tutti gli attori, dai beneficiari dei servizi ai rappresentanti delle istituzioni locali, favorendo una riflessione condivisa sulle marginalità urbane – spiega Francesca Palmas, referente del progetto Caritas –. È stato un momento prezioso di incontro e dialogo, che ha consentito di individuare azioni comuni orientate a promuovere percorsi concreti di inclusione».

Tra i partecipanti anche il Comitato della Croce Rossa di Cagliari. «È fondamentale promuovere collaborazione e formazione, fondate su quattro principi: dignità, non giudizio, riconoscimento dei diritti e centralità della persona» sottolinea Alessandro Montis, referente dell’unità di strada.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del diritto all’abitare. «Occorre favorire soluzioni abitative sempre più inclusive – evidenzia Carlo Tedde, consulente del Consorzio Solidarietà – anche attraverso la sensibilizzazione dei proprietari di immobili. È inoltre essenziale valorizzare l’ascolto delle esperienze delle persone più vulnerabili, per progettare interventi realmente efficaci».

Al centro del confronto sono emersi con forza la tutela della persona, il lavoro di rete e il valore della relazione. «Le persone coinvolte soffrono soprattutto l’esclusione e la difficoltà a costruire legami – osserva Silvana Migoni, presidente dell’associazione “Donne al traguardo” –. Per questo è fondamentale accoglierle per ciò che sono, rispettando le loro scelte di vita e costruendo relazioni autentiche, senza timore di mettersi in gioco».

È emersa inoltre la necessità di accompagnare le persone verso una piena autonomia, «non solo abitativa ma anche sociale, valorizzando competenze, passioni e talenti», come sottolineano Rossella Olla e Annalisa Lai, psicologhe del centro di accoglienza Ozanam.

Infine, è stata ribadita l’importanza del lavoro congiunto tra istituzioni e terzo settore, «determinante per prevenire l’emarginazione e facilitare l’accesso ai servizi» ha aggiunto Rita Polo, presidente della Commissione salute e benessere dei cittadini del Comune di Cagliari.

Il progetto proseguirà anche nel prossimo anno, con l’obiettivo di consolidare e replicare sul territorio un modello efficace di inclusione sociale. L’evento ha confermato come dialogo, ascolto e collaborazione rappresentino elementi imprescindibili per offrire un sostegno umano, integrato e duraturo alle persone più fragili.


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