
Archiviata da poche settimane la serie di incontri Sentieri del tempo. Archeologia per tutti, il Gruppo Archeologico Karalitano (GAK) rilancia il proprio impegno nella divulgazione del patrimonio culturale della Sardegna con la seconda edizione di «Nuovi occhi sul passato».
Il ciclo di conferenze, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari, propone sette appuntamenti alla Cittadella dei Musei, dal 14 marzo al 23 maggio, dedicati al tema Leggere l’archeologia tra scienza, memoria e paesaggio.
«Vogliamo presentare lo studio del passato con chiavi di lettura e metodologie moderne, che permettano di ricostruirlo e comprenderlo anche a un pubblico non specialista», spiega la presidente del GAK Maria Spanedda. Accanto a studiose affermate, il programma dà spazio anche a giovani ricercatori formatisi all’Università di Cagliari.
Ad aprire il ciclo, sabato 14 marzo alle 10.30, sarà Anna Dessì con una conferenza dedicata a «La donna in età romana», tema della sua tesi di laurea. L’intervento offrirà un quadro della figura femminile nella società romana – dalla matrona alle donne dei ceti popolari fino alle Vestali – con un focus sulla Sardegna in età imperiale.
Il 21 marzo sarà la volta di Ornella Fonzo, archeozoologa e archeoantropologa, con l’incontro «Molla l’osso! Resti faunistici in contesti abitativi, cultuali e funerari». L’11 aprile Giannetta Murru Corriga, docente di Antropologia culturale, parlerà invece di tradizioni alimentari e ruolo femminile con «La donna, il sardezillo e l’ovra de pasta: una lunga storia».
Il 24 aprile la geologa Rita Melis proporrà una riflessione sul Mesolitico in Sardegna con l’intervento “Sguardi sul Mesolitico: gruppi umani e paesaggi in trasformazione a S’Omu e S’Orku (Arbus) 9000 anni fa”.
Gli appuntamenti di maggio saranno affidati ai giovani studiosi: il 9 maggio Flavia Zedda racconterà la storia di Fordongianus, antica Forum Traiani; il 16 maggio Elisa Crabu presenterà uno studio sulle Domus de Janas attraverso strumenti matematici e digitali; mentre il 23 maggio Francesco Serra concluderà il ciclo con un intervento dedicato alle pratiche funerarie nella Sardegna romana.
L’iniziativa conferma l’impegno del GAK nel rendere l’archeologia accessibile e comprensibile a un pubblico sempre più ampio, valorizzando il dialogo tra discipline diverse e tra generazioni di studiosi.
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