
Il tribunale di Cagliari
Si è concluso con una condanna a 16 anni di reclusione il processo di primo grado a carico del giovane accusato di abusi prolungati nei confronti della sorellastra minorenne. La sentenza, pronunciata nel primo pomeriggio, conferma integralmente l’impianto accusatorio, applicando la riduzione di un terzo della pena prevista per il rito abbreviato.
Nel corso dell’ultima udienza, l’imputato ha reso dichiarazioni spontanee, affermando di aver compreso la gravità dei fatti e di aver intrapreso un percorso di supporto durante la detenzione. Un passaggio che non ha però inciso sull’esito del giudizio, maturato al termine di un’indagine complessa e articolata.
L’inchiesta aveva preso avvio nel 2025, nell’ambito di un procedimento distinto, quando gli investigatori si erano imbattuti in materiale illecito contenuto in un dispositivo sequestrato. Da lì erano scattati approfondimenti che avevano portato a ricostruire una vicenda di abusi protratti per anni, accompagnati dalla produzione e diffusione di contenuti illegali attraverso circuiti online.
Per tutelare la vittima, non sono stati chiaramente resi noti elementi che possano consentirne l’identificazione. La priorità resta la protezione della minore, al centro di una vicenda particolarmente delicata e dolorosa.
La decisione del giudice è arrivata dopo una breve camera di consiglio, sancendo la responsabilità dell’imputato per tutte le imputazioni contestate. Il procedimento segna un passaggio importante sul piano giudiziario, mentre resta aperta la necessità di garantire sostegno e tutela alla vittima.
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
