
L’aeroporto di Cagliari-Elmas | Foto Wikipedia
Il fascicolo penale è stato aperto. E ora il progetto di fusione e privatizzazione degli aeroporti sardi entra ufficialmente nel mirino della Procura della Repubblica di Cagliari. L’ipotesi di reato, al momento, resta riservata. Dopo gli accertamenti avviati «di iniziativa» dal Nucleo investigativo dei Carabinieri della Compagnia di Cagliari, il procuratore capo Rodolfo Sabelli ha affidato a uno dei suoi sostituti il compito di approfondire la vicenda e verificare, a tutto campo, eventuali profili di rilevanza penale.
Sul tavolo del magistrato finiranno gli elementi raccolti nelle ultime settimane dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza. Quest’ultima, parallelamente, sta svolgendo accertamenti sulla stessa vicenda nell’ambito di un’altra delega, quella della Procura regionale della Corte dei conti.
L’inchiesta penale arriva dunque al termine di una fase preliminare condotta lontano dai riflettori. Dalla Procura, per ora, non trapelano dettagli sull’oggetto dell’indagine né sull’ipotesi di reato. Le poche indiscrezioni filtrate lasciano però intravedere una possibile direttrice investigativa: le procedure adottate per individuare i partner privati nell’ambito dell’operazione di privatizzazione.
È un terreno già esplorato in passato dalla magistratura in occasione di alcune importanti inchieste sulle modalità di scelta dei soggetti privati chiamati a entrare in operazioni analoghe. Saranno ora gli accertamenti del sostituto procuratore a stabilire se anche nel caso degli aeroporti sardi siano emersi elementi tali da richiedere ulteriori approfondimenti.
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