
Il tribunale di Oristano
Prima le offese, poi i calci e infine un cavetto del caricabatterie stretto intorno al collo. Una sequenza di violenze che, secondo l’accusa, sarebbe culminata nel tentativo di annegare la compagna nella vasca da bagno. Per un artigiano di 43 anni il pubblico ministero Valerio Bagattini ha chiesto una condanna a dieci anni di carcere. L’uomo è accusato di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia.
La vicenda è stata ricostruita in aula dal pm durante la requisitoria. Secondo l’accusa, il racconto della vittima è rimasto nel tempo preciso e coerente e avrebbe trovato riscontri sia nella documentazione medica sia negli elementi raccolti durante le indagini. In particolare, i segni riscontrati sul collo della donna sarebbero compatibili con il tentativo di strangolamento.
Alle richieste della Procura si sono associate le avvocate di parte civile Anna Lisa Carta, che assiste la donna, e Romina Marongiu, nominata per la tutela della figlioletta.
Di segno opposto la ricostruzione della difesa. L’avvocato Gennaro Di Michele ha contestato la tesi accusatoria, descrivendo quella tra i due come una coppia tranquilla e sostenendo che l’uomo, nel periodo preso in esame, avrebbe attraversato soltanto alcuni problemi di natura fisica e psicologica.
Il legale ha inoltre escluso che ci sia stato un tentativo di uccidere la compagna, richiamando anche le condizioni della vasca al momento dei fatti: «la vasca era vuota, i capelli della signora erano asciutti».
Il processo proseguirà martedì 27 ottobre con le repliche delle parti. Al termine è prevista la sentenza.
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
