Il mese di agosto, con i suoi ritmi più distesi, offre l’occasione di rallentare e di riscoprire il valore del tempo. Liberati almeno in parte dagli impegni quotidiani, possiamo dedicarci a ciò che spesso trascuriamo: noi stessi, le relazioni e l’ambiente nel quale viviamo. È il momento di imparare a guardare la realtà con quello “sguardo contemplativo” di cui parlava Papa Francesco nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium. Uno sguardo capace di riconoscere Dio già presente nella città, nelle case, nelle strade e nelle piazze, perché il Signore accompagna sempre il cammino dell’uomo.
Lo sguardo contemplativo ci aiuta a cogliere ciò che non si misura con il criterio dell’utilità, ma con quello della gratuità. Così la città, i vicini di casa, gli amici e le persone che incontriamo diventano un dono da accogliere. Agosto può allora trasformarsi nel tempo di una telefonata inattesa, di una visita a chi è solo o malato, di una conversazione che restituisce vicinanza e speranza. Come scrive san Paolo ricordando con affetto Timoteo, anche noi siamo chiamati a custodire la memoria delle persone e a farci prossimi a chi ha bisogno di una parola e di uno sguardo.
Lo stesso atteggiamento si estende alla natura. Alzare gli occhi verso il cielo, contemplare la luna, le stelle e la bellezza del creato significa sottrarre lo sguardo alla continua distrazione degli schermi e ritrovare il proprio posto nell’universo. Quella che Pasolini definiva la “struggente bellezza del creato” diventa così un invito a risvegliare desideri grandi e ad aprirsi alla bellezza di Dio, della quale il creato è riflesso.
Infine, agosto è anche il tempo della famiglia. Riconoscere nell’altro un dono significa trovare il coraggio di raccontarsi, condividere ciò che si è vissuto durante l’anno, confidare le proprie speranze e ascoltare davvero chi ci è accanto. Troppo spesso condividiamo tutto, tranne ciò che custodiamo nel cuore. Le vacanze possono diventare l’occasione per ritrovare la profondità del dialogo e riscoprire la bellezza dei legami familiari, vissuti nella gratuità e nell’amore.
di Giuseppe Baturi
+Arcivescovo

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