Tradizioni

Ardauli riscopre le vie dell’olio con «Festa Mobile»: domenica un viaggio nel paesaggio Una giornata tra uliveti, frantoio, sapori tradizionali, poesia e cinema per scoprire in modo diverso i territori

Un viaggio nel paesaggio e nelle tradizioni rurali di Ardauli, tra uliveti, lavorazione dell’olio, sapori della memoria e percorsi culturali. Domenica  torna nel paese dell’Oristanese «Festa Mobile. L’arte dell’abitare in viaggio», il progetto di Carovana SMI che propone un modo diverso di scoprire i territori, coinvolgendo le comunità locali nella costruzione delle esperienze.

Dopo gli appuntamenti a Cagliari con «Mare di danza» e a Tempio Pausania con «Danzare i paesaggi», la manifestazione torna ad Ardauli per il secondo anno con l’iniziativa «Le vie degli ulivi e dell’olio nelle aree interne».

La giornata comincerà alle 9 nel frantoio oleario comunale, nella zona industriale, dove i partecipanti potranno conoscere le diverse fasi della produzione dell’olio extravergine d’oliva. Il percorso proseguirà nell’uliveto di Sant’Antonio con un itinerario guidato da Rossano Pazzagli, storico territorialista dell’Università del Molise, in collaborazione con la Società dei territorialisti e delle territorialiste. Interverrà anche il geografo Fabio Parascandolo, dell’Università di Cagliari, con un approfondimento sugli itinerari ambientali del paese e sul progetto «Abitare la terra nel XXI secolo».

A fine mattinata spazio alla convivialità con «A tavola con il mondo», occasione per assaggiare s’arreccatu, lo spuntino della tradizione ardaulese consumato durante i lavori in campagna.

Il programma riprenderà alle 15.30 con «Così il saggio dimori nel mondo», recital poetico-musicale prodotto da Il Crogiuolo. Gisella Vacca, Rita Atzeri e Marco Atzori accompagneranno il pubblico in un percorso tra testi e canti popolari e d’autore, ispirati al paesaggio e all’umanità della Sardegna. Alle 17 è prevista la proiezione di «Arbor populi o L’albero del popolo», documentario scritto e diretto da Monica Perozzi, alias Edda Gaber, con la fotografia di Pierluca Zanda, dedicato allo spopolamento delle aree interne italiane.

L’iniziativa è realizzata con il Comune di Ardauli, Chorà Società Cooperativa Sociale, la Consulta dei Giovani e l’Associazione Gruppo Giovanile Ardaulese / S’Intibidu.


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