
Ovili, casolari e strutture isolate dell’hinterland cagliaritano continuano a rappresentare uno dei luoghi utilizzati per occultare armi illegali. Dall’inizio dell’anno, nel corso di servizi mirati di perlustrazione e perquisizione, i Carabinieri del Comando provinciale di Cagliari hanno ritirato o sequestrato oltre 300 tra armi da fuoco e armi bianche.
I controlli hanno portato all’individuazione di 242 armi da fuoco, tra pistole, fucili, munizioni ed esplosivi, e 62 armi bianche, tra coltelli e altri strumenti. Un bilancio che arriva al termine di una marcata intensificazione dell’attività preventiva, condotta anche con il supporto delle unità cinofile specializzate nella ricerca di armi ed esplosivi e attraverso battute nelle aree rurali.
L’attività dei militari non riguarda soltanto la ricerca di armi illegalmente detenute. Durante i sopralluoghi vengono infatti verificate anche le condizioni di custodia e il mantenimento dei requisiti previsti dalla normativa per la detenzione delle armi.
Parte dell’armamento rinvenuto è stato sequestrato nel corso di specifici servizi operativi, mentre in altri casi è stato ritirato ai sensi dell’articolo 39 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, per ragioni di tutela della pubblica sicurezza. Una misura utilizzata anche per prevenire possibili situazioni di pericolo, in particolare nei casi di conflitti familiari o di vicinato, nei quali la disponibilità di armi potrebbe aggravare le conseguenze delle tensioni.
L’attività si inserisce nel modello di collaborazione tra le forze di polizia, sotto il coordinamento della Prefettura di Cagliari. L’obiettivo è rafforzare la prevenzione e ridurre i rischi legati alla presenza e alla possibile disponibilità di armi, attraverso una vigilanza capillare sul territorio.
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
