Politica

Bilancio regionale, la Cisl: «Manovra entro dicembre, ma servono scelte strategiche» Audizione in commissione Bilancio. Ledda: «Evitare l’esercizio provvisorio, ma il confronto è indispensabile»

Il segretario della Cisl Pier Luigi Ledda | Foto Facebook CISL sarda

Approvare la manovra finanziaria entro dicembre per evitare l’esercizio provvisorio e garantire la continuità amministrativa. È questa la priorità indicata dalla Cisl sarda nel corso dell’audizione in commissione Bilancio del Consiglio regionale. Una richiesta chiara, accompagnata però da un richiamo al metodo.

«La rapidità non può sostituire il confronto – ha sottolineato il segretario generale Pier Luigi Ledda –. La manovra deve rappresentare una fase di transizione e l’avvio di un percorso strategico da costruire nei prossimi mesi con responsabilità condivisa».

Per il sindacato è positivo che la Manovra 2026 sia inquadrata nel Programma Regionale di Sviluppo (PRS), ma questa coerenza, secondo la Cisl, deve diventare vincolante anche nella fase attuativa. «Occorre superare la logica degli interventi settoriali e discontinui – ha spiegato Ledda – e fare del PRS il riferimento stabile di tutte le politiche di bilancio, a partire da sanità, lavoro, industria, energia, welfare e servizi territoriali».

Un nodo centrale resta quello della governance della programmazione. Per rendere efficace l’utilizzo delle risorse disponibili, la Cisl chiede una regia unitaria delle politiche regionali, capace di garantire coerenza tra obiettivi, risorse e risultati, e un confronto strutturato e permanente con le parti sociali.

Entrando nel merito delle scelte, il sindacato riconosce lo sforzo compiuto sulla sanità, giudicando positive alcune misure contenute nella manovra. Tuttavia, rispetto agli impegni assunti con il protocollo di agosto, manca ancora una piena coerenza, soprattutto sul rafforzamento strutturale della sanità pubblica. «Il punto decisivo resta il personale – ha ribadito Ledda –: senza un piano stabile di assunzioni e valorizzazione professionale non si riducono davvero le liste d’attesa e non si garantiscono servizi omogenei tra città, aree interne e territori più fragili».

Sul fronte delle politiche per il lavoro, la Cisl sollecita il Consiglio regionale a rafforzare la programmazione su occupazione e formazione, puntando su lavoro stabile e contratti regolari e contrastando dumping contrattuale e irregolarità. Tra le priorità anche il potenziamento della rete regionale dei servizi per il lavoro e della formazione professionale, con un impianto normativo e finanziario strutturale che superi la logica dei contributi occasionali e colleghi le risorse a risultati occupazionali misurabili.

Tra le emergenze indicate dal sindacato figura infine il tema della povertà e dell’esclusione sociale, per il quale viene chiesto un rafforzamento delle risorse e una maggiore integrazione delle politiche territoriali. Un segnale, secondo la Cisl, necessario per rendere la manovra non solo uno strumento contabile, ma un vero atto di indirizzo per lo sviluppo dell’Isola.


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