
(Foto Cristina Uras)
Riceviamo e pubblichiamo dallUfficio comunicazioni sociali della Conferenza episcopale sarda.
+++Testo integrale+++
In 1500 hanno risposto all’appello della Pastorale giovanile e si sono ritrovati al Santuario del Rimedio di Oristano per raggiungere in pellegrinaggio la Cattedrale del capoluogo. «Segnati dal Suo Amore», questo il tema della Giornata, che si è inserita nel cammino della Chiesa in occasione degli 800 anni del transito di San Francesco d’Assisi. La figura del Santo ha accompagnato l’intera giornata, offrendo ai giovani un modello ancora attuale di vita trasformata dall’amore di Dio.
Attraverso i diversi momenti proposti, i partecipanti sono stati invitati a riscoprire il valore dell’incontro con Cristo come esperienza concreta di gioia, libertà e fraternità, lasciandosi ispirare dalla testimonianza di San Francesco, la cui vita – segnata anche dal dono delle stigmate – continua a parlare alle nuove generazioni. L’arrivo, in Cattedrale, con la croce portata a spalle dai giovani, accompagnati dal suono delle chitarre, ha fatto da preludio alla celebrazione eucaristica, presieduta da monsignor Antonello Mura, presidente della Conferenza episcopale sarda, vescovo di Nuoro e Lanusei, e concelebrata da diversi vescovi, come monsignor Corrado Melis, vescovo di Ozieri e delegato CES per la Pastorale giovanile, da monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e Segretario generale della CEI, da monsignor Mauro Maria Morfino, vescovo di Alghero Bosa, e anche da monsignor Ignazio Sanna, arcivescovo emerito di Oristano.
Accanto a loro numerosi sacerdoti e religiosi, insieme ai seminaristi. La liturgia è stata animata dal coro inter-diocesano: giovani della diocesi di Cagliari, Ales -Terralba e Ozieri negli ultimi mesi si sono ritrovati per provare i canti che hanno accompagnato la liturgia, un bel modo di costruire insieme l’animazione liturgica.
Nell’omelia monsignor Mura ha preso spunto dal Vangelo, incentrato sull’episodio della risurrezione di Lazzaro, per ricordare ai ragazzi e alle ragazze presenti, così come agli animatori, che «Gesù ricorda come lui sia la risurrezione e la vita: prima la risurrezione, poi la vita. È curioso come scelga l’ordine dei termini, forse per dirci quale vita sarebbe, la nostra, senza la risurrezione? Non solo quella finale che ci aspetta, ma anche quella quotidiana, perché è la resurrezione continua e costante che ci fa vivere». «Il Signore – ha aggiunto monsignor Mura – vuole essere colui che ci riporta in vita, facendoci uscire dalle tombe esistenziali, di tristezza e di delusioni nelle quali spesso ci ritroviamo».
Al termine della celebrazione eucaristica, nei saluti finali il delegato regionale di Pastorale giovanile, don Mariano Matzeu, ha ringraziato tutti i presenti, specie i giovani, «per aver risposto ad un invito rivolto a voi per rilanciare le vostre vite». La pausa pranzo, negli spazi del Seminario arcivescovile, ha anticipato il cammino verso il palazzetto della Sport di «Sa Rodia», dove la festa ha coinvolto le centinaia di ragazzi e ragazze, con l’animazione della Pg di Cagliari e la riproposizione di «Forza venite gente», il musical sulla vita di San Francesco d’Assisi, il più visto in Italia dal 1981, quando venne messo in scena per la prima volta da Mario Castellacci. Un modo per presentare ai giovani sardi la figura di Francesco d’Assisi, nel momento in cui si spoglia di tutto per diventare il poverello di Assisi.
«La Giornata ad Oristano – ha detto monsignor Corrado Melis al termine dell’incontro – è stata la conferma che la diocesi sarde vogliono incontrarsi per esprimere sempre di più un incoraggiamento ai loro giovani: gioia e giovani camminano insieme. Vogliamo che questo sia raccontato e diffuso a tutti».
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