
L’intelligenza artificiale come opportunità da governare, senza lasciare che a decidere siano soltanto il profitto e il potere tecnologico. È questo il cuore della riflessione contenuta nella nuova enciclica di Papa Leone XIV, «Magnifica Humanitas», dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Un documento che prova ad aprire un confronto etico e culturale su una tecnologia ormai presente nella vita quotidiana e nei processi decisionali di intere società.
A commentare i contenuti del testo pontificio è stato il professor Gianni Fenu, prorettore vicario dell’Università di Cagliari e docente ordinario di Informatica, intervenuto ai microfoni di Radio Kalaritana. Secondo Fenu, il Papa ha avuto «un’assoluta tempestività» nell’affrontare un tema che riguarda ormai tutti gli ambiti della vita pubblica e privata.
Il docente ha sottolineato come l’intelligenza artificiale generativa dia spesso «l’illusione di possedere questi strumenti», mentre il vero nodo è capire «quanto siamo in grado di governare ciò che abbiamo sotto mano e quanto invece siamo governati da esso». Da qui l’invito a non lasciarsi condizionare da quella che il Pontefice definisce «idolatria del profitto», mantenendo sempre centrale il ruolo dell’essere umano.
Fenu richiama anche l’attenzione sui rischi legati alla qualità delle informazioni utilizzate dai sistemi di IA. «Gran parte di noi – osserva – chiede risposte senza conoscere la base dei dati su cui lavorano questi strumenti». Una questione che riguarda non solo il mondo tecnologico, ma anche la medicina, il diritto e il sociale, dove gli errori possono avere conseguenze profonde.
Nel documento trova spazio anche il tema della guerra e dell’uso militare dell’intelligenza artificiale. Il professore ricorda i sistemi automatici impiegati in operazioni belliche e il dibattito aperto all’interno delle stesse aziende tecnologiche. «Se stiamo attenti all’uso che facciamo di questi strumenti – conclude – possiamo ottenerne il meglio. Ma serve responsabilità civica e la capacità di mettere sempre al centro la dignità della persona».
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