
I contenitori per la raccolta differenziata
Dopo l’emergenza legata alla plastica, in Sardegna potrebbe aprirsi un nuovo fronte sul fronte dei rifiuti: quello del secco. A lanciare l’allarme, oggi sulla stampa regionale, è Virgilio Vardeu, direttore tecnico di De Vizia, società che gestisce la raccolta dei rifiuti nel Comune di Cagliari. Il problema, spiega, potrebbe estendersi rapidamente a diversi territori dell’Isola.
La crisi della plastica ha già interessato numerosi Comuni. Tra questi Muravera, Sinnai, San Vito e Carbonia, dove il conferimento e il ritiro del materiale hanno subito forti rallentamenti o si sono fermati. Alla base della difficoltà ci sarebbe anche la concorrenza della plastica vergine proveniente dall’Asia, immessa sul mercato a prezzi più bassi rispetto a quella ottenuta attraverso il riciclo. A complicare ulteriormente il quadro contribuisce la saturazione di diversi impianti e siti di stoccaggio, ormai impossibilitati ad accogliere ulteriori quantitativi.
Per Vardeu non si tratta di una situazione imprevedibile. «Era una situazione che si doveva prevedere», osserva, richiamando i rapporti di Corepla, il consorzio che raccoglie i contributi versati dai consumatori e ne destina una parte al sostegno della filiera del riciclo. Secondo il direttore tecnico, l’aumento della raccolta differenziata non è stato accompagnato da un adeguato equilibrio del mercato.
Il rischio, aggiunge, nasce anche dalla spinta impressa da Regione e Comuni verso percentuali sempre più elevate di raccolta differenziata, con il conseguente incremento della quantità di materiali destinati al riciclo. Un’offerta che, in un mercato condizionato dai contributi del sistema Conai, rischia però di superare la capacità di assorbimento degli impianti e degli operatori.
E mentre il comparto della plastica affronta questa fase di difficoltà, Vardeu guarda già al possibile scenario successivo. «Dopo la crisi della plastica verrà la crisi del secco», avverte. Una situazione che, secondo il direttore tecnico, sarebbe provocata da dinamiche opposte: la scarsità di materiale disponibile, l’aumento delle tariffe, impianti di termovalorizzazione non utilizzati e una discarica di soccorso ormai vicina al collasso.
Un quadro che rischia quindi di trasformare le difficoltà di una singola filiera in una crisi più ampia della gestione dei rifiuti in Sardegna, con conseguenze dirette sui Comuni e sui servizi garantiti ai cittadini.
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
