
La Corte d’appello di Cagliari esclude la decadenza della presidente della Regione Alessandra Todde, pur confermando la sanzione da 40mila euro per irregolarità nella rendicontazione delle spese elettorali. Una decisione che ribalta parzialmente la sentenza di primo grado e segna un punto decisivo nella vicenda giudiziaria.
Secondo i giudici, Todde ha comunque presentato un rendiconto, seppure difforme, e non può quindi essere accusata di «omesso deposito», una delle poche violazioni che comportano la decadenza. La Corte ha sottolineato come non sia possibile trasformare un’irregolarità, anche grave, in un’omissione senza una contestazione formale. Una linea interpretativa che smonta l’impianto del Tribunale, accusato di aver riqualificato i fatti andando oltre i limiti della propria competenza.
Nelle motivazioni, i giudici evidenziano che la presidente «ha posto in essere condotte concrete dirette ad adempiere all’obbligo di rendicontazione», trasmettendo una dichiarazione di spese personali pari a zero e allegando il rendiconto del comitato elettorale. Una documentazione ritenuta insufficiente, ma comunque esistente, e quindi non assimilabile a una mancata presentazione.
La sentenza contiene anche rilievi severi nei confronti del giudizio di primo grado, definito viziato da una ricostruzione non aderente ai fatti. Ribadito inoltre che solo il mancato deposito o lo sforamento dei limiti di spesa possono determinare la decadenza, condizioni che non risultano contestate nel procedimento.
Resta però la gravità delle irregolarità: la rendicontazione presentata non ha consentito di verificare con chiarezza fondi, finanziatori e utilizzo delle risorse, compromettendo la trasparenza richiesta dalla normativa. Da qui la conferma della sanzione pecuniaria massima.
Soddisfazione è stata espressa dalla difesa. «Ci confrontiamo con la positiva sentenza della Corte d’appello con la medesima sobrietà e lo stesso rispetto verso gli organi di giustizia, con i quali abbiamo affrontato questo anno tormentato», ha dichiarato l’avvocato Giuseppe Macciotta. «È certamente una giornata importante che ripristina la verità storica su questa vicenda e riabilita pienamente la Presidente restituendo alla stessa quella dignità personale e politica ingiustamente violata. La sentenza, ribadendo che la decadenza può operare solo nei casi tassativi previsti dalla legge, riporta la vicenda entro i confini del diritto, in coerenza con i principi di legalità e tipicità delle sanzioni».
Ora resta da capire se le parti coinvolte decideranno di ricorrere in Cassazione, prolungando una vicenda che ha avuto un forte impatto politico e istituzionale nell’Isola.
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