
Sono 495 le sedi vacanti nel ruolo unico della medicina generale in Sardegna per il 2026. Un dato che, tradotto in termini concreti, significa che nell’Isola mancano quasi 500 medici di base, con ripercussioni significative sull’assistenza sanitaria territoriale.
Il quadro emerge nella Giornata mondiale della salute, in seguito alla determinazione dell’assessorato regionale della Sanità che ha pubblicato sul Buras l’elenco ufficiale delle sedi disponibili. L’obiettivo è consentire ai medici interessati di presentare domanda e contribuire a colmare le carenze.
La situazione più critica si registra nella Asl di Cagliari, dove si contano ben 150 sedi vacanti. Di queste, 69 sono concentrate nell’area vasta che comprende Cagliari e i comuni limitrofi di Monserrato, Quartucciu, Selargius e Settimo San Pietro. A Quartu Sant’Elena risultano scoperti altri 17 incarichi, mentre 11 posti vacanti si distribuiscono tra Assemini, Decimomannu, Elmas, San Sperate e Uta.
Il dato conferma una difficoltà strutturale del sistema sanitario regionale, aggravata dalla vastità del territorio e dalla crescente domanda di assistenza, soprattutto nelle aree più periferiche. La carenza di medici di famiglia rischia infatti di compromettere l’accesso alle cure primarie, aumentando la pressione su ospedali e pronto soccorso.
La pubblicazione delle sedi rappresenta un primo passo per affrontare l’emergenza, ma resta aperta la sfida di rendere attrattivi questi incarichi e garantire una copertura stabile e diffusa su tutto il territorio sardo.
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