
Il teatro come spazio di rinascita, incontro e cambiamento. Va in scena domenica alle ore 18 al Teatro Sant’Eulalia “Ciò che resta”, spettacolo conclusivo del laboratorio teatrale promosso all’interno del progetto “Riprendere il Cammino” della Caritas diocesana, rivolto a persone in condizioni di fragilità sociale e lavorativa.
«Questo spettacolo è l’esito di un laboratorio avviato nel 2024, inserito in un progetto più ampio di inclusione sociolavorativa (realizzato grazie ai fondi 8xmille della CEI) – spiega la referente Francesca Palmas –. È rivolto a persone in situazione di marginalità e nasce con l’obiettivo di rimetterle nella condizione di poter ricominciare».
Il laboratorio ha rappresentato per i partecipanti un luogo sicuro, libero da giudizi, dove potersi esprimere e mettersi in gioco. «L’attività partecipativa è fondamentale – prosegue Palmas –. Qui hanno avuto la possibilità di far emergere competenze, talenti, rafforzare le proprie capacità e, soprattutto, creare nuovi legami».
Sul palco salirà la compagnia “I SognAttori”, un gruppo eterogeneo composto da operatori Caritas, volontari, giovani del Servizio Civile e ospiti dei centri di accoglienza. Otto attori uniti da un’esperienza condivisa che va oltre la scena.
Il titolo dello spettacolo racchiude il senso più profondo del progetto. «“Ciò che resta” è quello che ciascuno di noi porta con sé – racconta Luca Daga, operatore Caritas e attore –. Esperienze positive e negative che, in egual misura, contribuiscono a costruire il nostro percorso. Tutto serve, tutto ha un valore». Una narrazione che si sviluppa anche attraverso il cambiamento, elemento centrale della rappresentazione. «Ci saranno situazioni che sorprenderanno il pubblico – anticipa Daga –. Nel passaggio tra primo e secondo atto emergerà una trasformazione tale da rendere quasi irriconoscibili gli stessi attori».
Il teatro diventa così metafora di vita e strumento concreto di inclusione. «È un cammino fatto di ascolto e fiducia – sottolinea Palmas –. I partecipanti portano storie complesse, segnate da difficoltà come la perdita del lavoro o della casa. Attraverso questo percorso trovano uno spazio per raccontarsi e offrire uno sguardo diverso sulla marginalità».
Un’esperienza che lascia tracce anche fuori dal palco. «Abbiamo visto cambiamenti significativi – aggiunge Palmas –. Uno dei partecipanti è riuscito a ricucire rapporti familiari che si erano interrotti. Questo per noi è un risultato fondamentale».
Un invito aperto alla comunità per assistere a uno spettacolo che è molto più di una rappresentazione teatrale: è il racconto autentico di un percorso di rinascita.
Appuntamento domenica alle ore 18 al Teatro Sant’Eulalia.
Scopri di più da Kalaritana Media
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
