Politica

Riformatori: fondo nazionale per ridurre costi Ets e continuità territoriale Depositata in Consiglio regionale la proposta di legge per compensare i costi della tassa ambientale e per sostenere l'autotrasporto in Sardegna e Sicilia

L’aula del Consiglio regionale

«Il ministro Matteo Salvini dimentica i sardi». È l’attacco politico con cui i Riformatori accompagnano la presentazione di una proposta di legge che punta a istituire un fondo nazionale per ridurre i costi dei trasporti via mare, con particolare riferimento alla Sardegna e alla Sicilia.

Al centro del dibattito ci sono le Ets, il sistema europeo di scambio delle emissioni di CO₂, che secondo i promotori si sta trasformando in un onere insostenibile per il sistema dell’autotrasporto isolano. Pur essendo formalmente a carico delle compagnie di navigazione, questi costi ricadrebbero di fatto sugli autotrasportatori, generando – secondo i proponenti – una distorsione della concorrenza.

La proposta, illustrata in conferenza stampa dai Riformatori, vede come primo firmatario Aldo Salaris, vicepresidente del Consiglio regionale, insieme ai colleghi Umberto Ticca e Giuseppe Fasolino. Il testo dovrà ora passare all’esame dell’Aula del Consiglio regionale, con l’obiettivo di trasformarsi in iniziativa legislativa da inviare al Parlamento.

Secondo i promotori, il principio di insularità previsto dall’articolo 119 della Costituzione non sarebbe ancora pienamente applicato. «Chiediamo che venga riconosciuto anche il chilometro non percorribile», spiegano, sottolineando come per le merci in partenza dalla Sardegna non esista alternativa alla rotta marittima.

L’ingegnere Massimiliano Manca ha evidenziato come gli attuali meccanismi di compensazione siano calibrati sul “chilometro evitato su strada”, criterio che penalizzerebbe le isole. Da qui la richiesta di rivedere il sistema per garantire un sostegno più equo ai costi logistici delle regioni insulari.

La proposta mira quindi a trasformare il gettito legato alle Ets in uno strumento di compensazione, destinato a sostenere la continuità territoriale e ridurre il divario competitivo tra Sardegna e resto del Paese.


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