
Via libera all’unanimità del Consiglio regionale alla proposta di legge nazionale sull’elezione diretta degli organi delle Province. Il testo punta a modificare lo Statuto speciale, ponendo la base costituzionale necessaria affinché la Sardegna possa successivamente legiferare in materia con una propria norma.
L’iniziativa si inserisce nel solco della proposta di legge nazionale n. 1, approvata nel luglio 2025 e già trasmessa al Parlamento, che mirava invece a intervenire direttamente sulla legge n. 56 del 2014, la cosiddetta legge Delrio. Rispetto a quel tentativo, la nuova proposta si concentra sulla “cornice” normativa, senza entrare nel dettaglio della composizione degli organi provinciali, ma stabilendo un principio chiaro: l’elezione a suffragio universale e diretto.
Compatto il voto dei 50 consiglieri presenti in Aula, sebbene non siano mancate alcune osservazioni. Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha infatti sollevato dubbi sul rischio di una possibile impugnazione per incostituzionalità.
Nel dibattito è intervenuto anche il capogruppo del Partito Democratico, Roberto Deriu, che ha richiamato l’esito dell’ultimo referendum costituzionale: «I cittadini hanno confermato le Province come livello necessario della Repubblica, è quindi giusto che siano loro a scegliere chi le governa». Sulla stessa linea Angelo Cocciu, capogruppo di Forza Italia, che ha sottolineato l’importanza di un percorso legislativo solido: «Abbiamo guardato all’esperienza del Friuli Venezia Giulia per costruire un testo equilibrato. Auspichiamo che il Governo non abbia rilievi».
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