Iniziative

«Sardegna, Isola delle competenze»: convegno su formazione, lavoro, innovazione e sviluppo territoriale L'appuntamento è stato promosso a Nuoro da CISL Sardegna: serve un nuovo modello di sviluppo

Spopolamento, fuga dei giovani qualificati, difficoltà nel reperire professionalità adeguate e crescente fragilità delle aree interne. Sono stati questi i temi al centro del convegno Sardegna, Isola delle Competenze, promosso a Nuoro da CISL Sardegna per aprire un confronto sul rapporto tra formazione, lavoro, innovazione e sviluppo territoriale.

L’iniziativa ha riunito istituzioni, università, sistema scolastico e della formazione, imprese e parti sociali attorno a una questione indicata come strategica per il futuro dell’isola: costruire un modello di sviluppo fondato sulle competenze e sulla qualità del lavoro.

Nel corso dei lavori il segretario generale della CISL Sardegna, Pier Luigi Ledda, ha sottolineato il ruolo centrale del capitale umano nelle trasformazioni economiche in corso. «Le competenze oggi rappresentano una vera infrastruttura dello sviluppo – ha affermato –. Senza competenze adeguate gli investimenti non si radicano, l’innovazione non si diffonde e i territori più fragili rischiano di restare ai margini».

Al centro del confronto anche il crescente squilibrio tra domanda e offerta di lavoro: da un lato giovani e lavoratori che faticano a trovare opportunità coerenti con il proprio percorso formativo, dall’altro imprese che segnalano difficoltà sempre maggiori nel reperire figure professionali specializzate.

È intervenuta anche la presidente della Regione Alessandra Todde, che ha indicato la necessità di investire in maniera strutturale sulle competenze e sul futuro delle nuove generazioni. Secondo Todde, la Sardegna deve costruire un piano giovani capace di trattenere chi si forma nell’isola e attrarre nuovi talenti, rafforzando il legame tra università, imprese, sindacati e sistema formativo.

Particolare attenzione è stata dedicata alle aree interne, considerate non solo territori esposti al calo demografico e alla perdita di capitale umano, ma anche possibili laboratori di innovazione e sviluppo locale.

Per la segretaria generale della CISL Nuoro, Maria Luisa Ariu, il rilancio passa dalla costruzione di connessioni stabili tra giovani, territori e nuove filiere produttive: «Le aree interne possono diventare luoghi avanzati di conoscenza e innovazione».

Nel dibattito è emerso anche il ruolo potenziale del progetto Einstein Telescope come leva di sviluppo economico e occupazionale per l’isola, insieme a settori come nautica e agroalimentare di qualità, a condizione che siano accompagnati da investimenti mirati in formazione e lavoro qualificato.

A sostenere questa visione anche il segretario confederale nazionale della CISL, Ignazio Ganga, che ha richiamato la necessità di collegare il patrimonio di competenze espresso dalla Sardegna a una nuova strategia industriale e produttiva.

Nel corso dell’incontro la CISL Sardegna ha inoltre rilanciato la proposta di un Patto regionale per lo sviluppo, il lavoro e la formazione, basato su una governance stabile delle competenze e su una collaborazione permanente tra Regione, università, ITS, sistema formativo, imprese e parti sociali.

«Senza una politica delle competenze – ha concluso Ledda – non sarà possibile governare le trasformazioni economiche e sociali in corso»


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