Santità

«Una grande gioia per noi cappuccini, per tutta la fraternità e per l’intera Chiesa sarda» Parla padre Roberto Sardu, frate cappuccino e vice postulatore della causa

Il santuario della Madonna della Consolazione a Pula; in alto Fra Nazareno

Con decreto pontificio firmato da Papa Leone XIV, il Servo di Dio Fra Nazareno è stato riconosciuto venerabile. Un passaggio che segna il riconoscimento ufficiale delle sue virtù eroiche e apre la strada al percorso verso la beatificazione.

«Per noi – ha detto ai microfoni di Radio Kalaritana padre Roberto Sardu, frate cappuccino e vice postulatore della causa – è una gioia immensa. Per me in particolare ha un significato speciale perché in questi anni ho seguito da vicino il percorso della causa del Servo di Dio. Voglio ringraziare don Luca Venturelli, che ci ha accompagnato nel processo diocesano e successivamente come postulatore generale a Roma, insieme al Dicastero delle Cause dei Santi che ha esaminato con attenzione tutta la documentazione raccolta in questi anni a Cagliari».

Qual è stato il percorso che ha portato a questo riconoscimento?
Abbiamo preparato e consegnato tutta la documentazione richiesta e, dopo un’attenta valutazione degli scritti e della testimonianza sulla vita di Fra Nazareno, il Dicastero ha riconosciuto l’eroicità delle sue virtù. Oggi il Papa ha firmato il decreto che lo dichiara venerabile: è il passaggio immediatamente precedente alla beatificazione.

Che cosa comporta concretamente il titolo di venerabile?
Significa che la Chiesa riconosce ufficialmente che Fra Nazareno ha vissuto in modo eroico le virtù cristiane. Tuttavia per arrivare alla beatificazione è necessario un ulteriore passaggio: il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione dopo la morte.

Quindi il percorso continua.
Sì, ora il cammino prosegue attraverso la preghiera e l’invocazione. Io scherzosamente dico che adesso il lavoro deve farlo lui. Le persone che vivono situazioni di sofferenza o che chiedono una grazia possono affidarsi alla sua intercessione. Se verrà riconosciuto un miracolo secondo le procedure della Chiesa, si potrà aprire il processo per la beatificazione.

Lei ha conosciuto personalmente Fra Nazareno. Che ricordo conserva?
Ho vissuto con lui per oltre dodici anni e porto con me un ricordo meraviglioso. Lo conobbi da giovane religioso qui a Cagliari e poi trascorsi con lui periodi anche a Pula, dove si era ritirato per ricevere le persone. Il convento era continuamente pieno e si cercò di creare per lui uno spazio più raccolto.

Che tipo di uomo era nella vita quotidiana?
Era un uomo di preghiera straordinaria. Si alzava alle due del mattino e restava in cappella fino alle sette. Dopo la Messa e il ringraziamento iniziava ad accogliere e ascoltare le persone. Alternava lavoro e preghiera con una disciplina e una dedizione impressionanti.

Molti lo ricordano come il «frate dell’ascolto».
Credo sia una definizione che lo rappresenta bene. Fra Nazareno ha ascoltato migliaia di persone senza mai stancarsi. Ha accolto sofferenze, asciugato lacrime, sostenuto poveri e persone afflitte. Aveva una straordinaria capacità di farsi vicino agli altri.

Una figura molto amata in Sardegna.
Assolutamente sì, ma non soltanto in Sardegna. È conosciuto anche fuori dall’isola, anche per il suo legame con Padre Pio. Mi è capitato di vedere famiglie che conservano insieme la fotografia di Padre Pio e quella di Fra Nazareno. Questo racconta quanto sia rimasto nel cuore di tante persone.

Oggi quindi è una giornata di festa.
Sì, è una grande gioia per noi cappuccini, per tutta la fraternità e per l’intera Chiesa sarda. È un momento importante che viviamo con gratitudine e speranza.


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