
Il comparto della produzione di serramenti in Sardegna conferma una forte presenza artigiana e mantiene livelli di attività stabili, pur iniziando a confrontarsi con gli effetti della progressiva riduzione degli incentivi edilizi.
Secondo un report dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, nell’Isola operano 777 imprese specializzate nella produzione di porte, finestre e serramenti in metallo, legno e plastica. Nell’ultimo anno il settore ha registrato una crescita dello 0,3%, in linea con il dato nazionale (+0,4%).
La componente artigiana rappresenta il 76,4% del totale, con 594 imprese, una quota superiore alla media italiana del 68,1%. All’interno del comparto sono presenti anche 246 aziende specializzate nella produzione di serramenti in legno, delle quali il 75,6% è costituito da imprese artigiane.
A livello nazionale il settore conta 20.738 imprese e oltre 92mila addetti, con un fatturato superiore ai 13 miliardi di euro e un export pari a 953 milioni.
Sul territorio regionale, la maggiore concentrazione di aziende si registra nell’area di Cagliari, con 309 imprese, di cui 236 artigiane. Seguono Sassari-Gallura con 252 attività e 184 imprese artigiane. A Nuoro la quota artigiana raggiunge l’83,8% del totale.
Secondo Confartigianato Sardegna, il mercato dei serramenti ha beneficiato in modo significativo degli incentivi legati all’efficienza energetica. Tra il 2020 e il 2024, attraverso il SuperEcobonus, nell’Isola sono stati attivati investimenti per 581 milioni di euro destinati alla sostituzione di infissi e serramenti, con un risparmio energetico complessivo stimato in 31 gigawatt. Nel solo 2024 gli investimenti hanno raggiunto i 28 milioni di euro, generando un risparmio di quasi 3 gigawatt.
“Quasi l’80% delle imprese di serramenti in Sardegna è artigiano – afferma Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna – un dato che conferma il ruolo della qualità produttiva e della specializzazione delle micro e piccole imprese del territorio”.
Secondo Meloni, la fase successiva alla stagione dei bonus richiede particolare attenzione. “Il settore regge ancora bene, ma l’uscita dal periodo degli incentivi rappresenta un passaggio delicato. Per questo chiediamo stabilità normativa e strumenti che consentano alle imprese di programmare investimenti e occupazione”, sottolinea.
Confartigianato evidenzia inoltre la necessità di garantire continuità alle politiche di riqualificazione energetica degli edifici, ritenute strategiche sia per il comparto produttivo sia per il contenimento dei consumi energetici delle famiglie.
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